Il Napoli bipolare e inquieto. Ma è davvero solo colpa di Gattuso?

Napoli sofferente nonostante la Semifinale di Coppa Italia: Spezia ko 4-2. Rino si sente in discussione, ma la cura ce l'ha davanti agli occhi.

di Gino Plinius
Gino Plinius
(12 articoli pubblicati)
Gattuso

A Napoli c’è qualcosa che rassicura e qualcosa che tormenta. Ondeggiando nella polarità cercando un equilibrio laddove un uomo resta sul bordo con instabilità: Gennaro Gattuso

Andiamo con ordine

De Laurentiis ha dichiarato due obbiettivi: Entrare nei primi 4 posti in campionato validi per l'accesso alla Champions (obiettivo primario) e fare bene nelle Coppe (sia Europa League e sia Coppa Italia). 

Fallito un obbiettivo: La Supercoppa. 

Ad oggi in campionato il Napoli in classifica è al 7° posto a quota 34 punti seppur con una gara in meno, che vincendola potenzialmente lo porterebbe a 37 punti al 3° posto, quindi in pieno piazzamento Champions con un girone di ritorno intero ancora da giocare più appunto il recupero. Ha passato il girone di Europa League da prima in classifica e a Febbraio si giocherà i sedicesimi col Granada. Mentre in Coppa Italia, dopo la vittoria contro lo Spezia di ieri per 4-2 (lo specchio attuale di questo Napoli) è in semifinale per il secondo anno consecutivo e per Gattuso si tratta della quarta semifinale alla quarta partecipazione. 

Il percorso è in linea di massima con gli obbiettivi predisposti. Da dire che ha giocato 2 mesi senza i suoi due attaccanti ossia Osimhen e Mertens. E vale tanto, diciamo, come togliere Lukaku-Lautaro all'Inter. 

Eppure a Napoli c'è tanto malcontento. 

Perché? Semplice. 

Il Napoli va come un'altalena bipolare: non ha continuità e fluttua prestazioni devastanti come le vittorie di Crotone, Cagliari, Genoa, Fiorentina, Atalanta e  Roma, a prestazioni ripugnanti come contro il Torino (seppur pareggiato), Spezia e per ultima il Verona di 4 giorni fa, dove ha perso in malo modo. 

Con questa discontinuità, il Napoli ha perso 6 partite su 18 al sol girone di andata, numericamente sono tante, tale anche da poter combattere per i primi posti. Queste sconfitte hanno emanato tantissima insicurezza. Sia mentale e sia tattica. 

Tutto questo, ha divulgato inquietudine, perché ci si chiedeva e ci si aspettava di più, vista la qualità della rosa. Già, la qualità della rosa, è così che l'hanno presentata, ossia come la miglior squadra dell'era De Laurentiis. 

E queste voci sparse ovunque, hanno creato illusioni. 

Nossignori. Questa squadra non è completa. È una squadra che può e sa giocare solo ad un modulo (seppur bene): il 4-3-3.

E ditemi, una squadra che sa giocare solo con un modulo è completa? No. 

Ergo è una squadra che vale gli obbiettivi predetti. Una squadra da lotta Champions. Ed è comunque lì a 3 punti con una gara in meno. Niente più, almeno per ora, in futuro chissà. 

Nel Napoli ci sono giocatori di qualità? Certo. Ma non tutta la rosa. Le riserve non valgono i titolari, ma non da oggi, è un tallone d'Achille già da anni. 

Io la colpa maggiore la do all'area tecnica. Per gli acquisti cari, sbagliati e inadatti per gli schemi di gioco. A Napoli si dice che il pesce puzza dalla testa.  Salvo ADL che si è fidato troppo di uomini dirigenziali non adatti forse ad una grande squadra come il Napoli. 

Rino Gattuso è nell'occhio del ciclone, ed è indubbiamente in discussione per tante scelte sbagliate. E le ha fatte: 

1) Non essere riuscito a dare una quadra di gioco. 

2) Consueta mancata lettura delle partite.

3) Confusione di posizionamento. 

4) Non aver messo un'anima dopo 14 mesi (lì è anche per mancanza di personalità di molti giocatori). 

5) Testardaggine di un modulo che a questa squadra non appartiene ossia il 4-2-3-1. 

Rino sta pagando questi errori e questa discontinuità della squadra. Eppure la cura ce l'ha davanti agli occhi:

1) Giocare con il 4-3-3 sempre. 

2) Non fare mai a meno di 4 giocatori: Insigne, Lozano, Demme e Zielinski. Aspettando i migliori Mertens e Osimhen fisicamente ancora a terra. 

Ad oggi andrei avanti con Rino, ma il rinnovo se lo deve meritare. Adesso arriva un Febbraio cruciale laddove si deciderà la stagione e il suo futuro. Per farlo come si deve, si tolga i panni del motivatore testardo e faccia anche l'allenatore.

Napoli
Fonte: l'autore Gino Plinius

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