Mou a un passo dall’esonero. Crisi aperta al Manchester United

Il tecnico portoghese sbotta in conferenza stampa dopo la debacle interna contro il Tottenham. Seconda sconfitta consecutiva e vetta già distante sei punti

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
The Special One ancora sconfitto in camp

Il trucco è sempre lo stesso: la squadra perde, gioca male e lui in conferenza stampa sbotta, risponde stizzito e in maniera polemica, per poi alzarsi e andarsene, così, di punto in bianco. Di solito lo stratagemma funziona, poiché i giornalisti non vedono l'ora di riempire pagine di giornali e di siti web con le sue parole, ma la realtà è che Mourinho (per chi non avesse capito a chi mi sto riferendo) sta perdendo colpi, e che non riesce più ad essere incisivo come qualche tempo fa.

Vero è che il compito dell'allenatore proteggere la squadra e fare da scudo, e in questo lo Special One è sicuramente il migliore, ma non sempre si ci può nascondere dietro un dito e il pessimo inizio di campionato del Manchester United è un'evidenza troppo grande da poter essere insabbiata da qualche dichiarazione colorita in conferenza stampa. Mourinho vorrebbe rispetto, esige rispetto, solo per aver vinto tre Premier League, ma la dietrologia in questi casi serve davvero a poco: un passato glorioso e ricco di trofei non aiuta a far bene nel presente. Il portoghese, al posto di offendere i suoi colleghi esibendo il suo curriculum, dovrebbe spiegare perché il suo United gioca così male. Dovrebbe spiegare, perché il Tottenham Hotspur, una squadra che quest'estate è rimasta praticamente immobile sul mercato e senza che Pochettino pretendesse nulla, viene ad Old Trafford ad impartirgli una lezione di calcio, proprio a lui che, per un'estate intera, si è lamentato di una campagna acquisti deludente.

Sarà anche vero, ma la squadra vista in campo ieri sera era quella costruita lo scorso anno, quando il buon José spese fior di milioncini: a partire dal buon Pogba, pagato giusto un centinaio di milioni, ma ridotto al rango di onesto mestierante del ruolo e separato in casa dallo stesso allenatore, con il quale non ha mai avuto feeling. Ma al di là di campagne acquisti non soddisfacenti e rapporti con i calciatori non idilliaci, resta una squadra che l'anno scorso è arrivata comunque seconda in campionato e che, nonostante i soli acquisti di Diogo Dalot e Fred, si può dire identica a quella della scorsa stagione. Detto questo, Mourinho non può prendersela con tutto e tutti quando si perde in casa con il Tottenham, per carità ottima squadra (terza, l'anno scorso, a 4 punti dallo United) ma, come detto, uguale alla scorsa stagione. Evidentemente, Pochettino ha qualcosa in più di Mourinho, se quest'ultimo non riesce a metterci qualcosa di suo, a riuscire a tirare il meglio dalla rosa che ha a disposizione e/o inventarsi qualche nuova innovazione tattica. Niente che non sia lecito chiedere a un allenatore che percepisce dieci milioni di sterline annui.

Passi il Tottenham, ma lo United ne ha presi tre anche a Brighton, da una squadra che dubito possa essere tacciata di essere più forte dei Red Devils. Se poi Mourinho vuole nascondersi dietro i suoi trofei vinti in carriera, faccia pure, ma non è così che ne potrà vincere altri, almeno non a Manchester dove, al prossimo passo falso, gli daranno il benservito (se non già a questo giro). Sarebbe un ulteriore gradino di una scalinata che dall'alto sta conducendo il buon Josè verso un lento ma inesorabile declino.

Resta, Mourinho, un allenatore che ha fatto la storia e che probabilmente, con i suoi modi di fare, resterà in auge per molti anni ancora, ma dalla famosa tripletta interista ad oggi, c'è ben poco da salvare. Certo, un campionato con il Real Madrid, uno con il Chelsea, l'Europa League con lo United e qualche coppa sparsa qua e là, ma l'impressione è che da lui ci sarebbe aspettato molto, ma molto di più. Il rischio è quello di passare come un allenatore sopravvalutato e baciato dalla buona sorte. La qualità delle sue squadre è sempre stata altissima, la qualità del gioco proposta decisamente meno. Non è stata la partita di ieri: quella è la goccia di un vaso traboccante già da tempo, ma che il buon Mou è stato abilissimo a nascondere. Spero per lui che si riprenda e, soprattutto, lo spero per il Manchester United.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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