Mister, ma che colpa abbiamo noi?

La distanza delle prestazioni dei top player tra club e nazionale

di Walter Chiocchio
Walter Chiocchio
(2 articoli pubblicati)
Udinese Calcio v FC Internazionale - Ser

Campionati del mondo. In qualunque sport, individuale o di squadra, popolare o d'elite, è (dovrebbe essere) il livello più alto per competitività e spettacolo. E' la manifestazione nella quale si va a caccia di record, di abbassare il limite umano, raccogliendo i frutti di lunghi sacrifici.

E' quantomeno bizzarro che nello sport più praticato e ricco esistente sul pianeta, non si riesca ad avere dirigenti che operino per trovare una strada per la quale anche nel calcio, quando si assiste al Mondiale, ci si ponga nella stessa condizione ed anzi - al contrario - si arriva al punto in cui solo per salvaguardare la provenienza delle squadre da tutti i continenti ci si trova con una o due compagini nettamente al di sotto della decenza o - ancor peggio - con la decisione di qualificare una o più squadre perché hanno avuto meno ammonizioni (regola questa che va in una direzione diametralmente opposta a quella del massimo livello di competitività.

Nelle compagini più titolate, il selezionatore è costretto,  per dare spazio a fior di giocatori che nella stagione di club hanno spesso incantato le folle di tifosi, a farli giocare in ruoli e con moduli che ne limitano le prestazioni in maniera importante e che - di conseguenza - non contribuiscono a fare la differenza come avviene nei loro club.

Gli esempi sono molto numerosi.

Serve qualche nome ? Argentina: Messi ed Aguero; Spagna: David Silva; Francia: Griezmann; Egitto: Salah; Senegal: Mané... Si potrebbe continuare a lungo.

Il selezionatore ha in testa un suo modulo di gioco, che parte molto spesso, indipendentemente dai numeri, dall'idea di non scoprirsi più del necessario e di limitare la velocità della proposizione delle azioni di attacco, per non arrivare con la classica lingua a penzoloni.

Certamente legittimo, probabilmente chiunque di noi farebbe la stessa cosa, ma rimane un po' di amaro in bocca nel vedere giocatori che tutti conosciamo quali veri campioni essere limitati a compitini scolastici ed una manifestazione che dovrebbe essere ai massimi livelli di competizione dello sport più popolare al mondo essere di un livello tecnico francamente scadente.

Ogni disciplina ha le sue caratteristiche e qui non pretendiamo che tutti i partecipanti sognino il loro "record" come nuotatori o velocisti, ma se per qualche minuto pensiamo anche ad altri sport di squadra non così lontani nei principi, non possiamo non evidenziare la pochezza spettacolare di questi mondiali.

Fonte: l'autore Walter Chiocchio

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