Messi stecca la prima: Argentina-Islanda 1-1

Finnbogason risponde ad Agüero nel primo tempo. Nel secondo tempo, Messi sbaglia un rigore

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Argentina v Iceland Group D - 2018 FIFA

Brutto esordio per l'Argentina di Sampaoli al Mondiale di Russia. Alla Oktrytie Arena di Mosca, l'Albiceleste viene fermata sull'1-1 da una coriacea  e ben messa in campo Islanda, la quale, andata sotto a causa del gol di Agüero, non ha mollato ed ha avuto la forza di rimontare lo svantaggio, resistendo poi agli assalti finali dei più quotati avversari.

La prima occasione della partita è sulla testa del terzino sinistro argentino Tagliafico, il quale, all'8', prova una torsione in tuffo di testa sul calcio di punizione di Messi, non trovando la porta per questione di centimetri; due minuti più tardi, l'Islanda risponde con una buona occasione per il centravanti Finnbogason, che approfitta di uno svarione di Rojo per andare al tiro da posizione leggermente defilata, non riuscendo però a centrare lo specchio della porta; un minuto dopo, un errore in fase di disimpegno da parte del recidivo Rojo e del portiere Caballero porta Gylfi Sigurdsson a recuperare palla e a scaricarla per l'accorrente Bjarnason, ma l'ex Pescara non ne approfitta, calciando fuori a pochi passi da una porta semi-sguarnita; al 17', Messi fa le prove generali ed inizia a scaldare i guanti di Halldorsson, costringendolo ad allungarsi su una conclusione velenosa dal limite, gol che non tarderà ad arrivare due minuti più tardi, con Agüero che raccoglie in area un tentativo di tiro di Rojo e, dopo una serie di finte, scarica un bolide preciso sotto la traversa, rompendo così la sua maledizione mondiale e portando in vantaggio l'Argentina. Da questo momento in poi, la partita si accende: prima Messi sfiora il raddoppio con un'altra conclusione dal limite che impegna Halldorsson, poi arriva la risposta vincente di Finnbogason al 23', bravo ad approfittare di una respinta imperfetta di Caballero sulla conclusione di Ragnar Sigurdsson e a ribadire il pallone in rete da pochi passi al termine di un'azione tambureggiante nell'area di rigore argentina. La Selección prova subito a reagire con due occasioni capitate sulla testa di Otamendi prima (parata di Halldorsson) e sul piede di Biglia poi, non riuscendo però a riportarsi in vantaggio; la grande occasione, però, capita sul piede di Gylfi Sigurdsson nel finale di primo tempo, il quale è bravo a raccogliere il suggerimento di Finnbogason in area e a saltare in dribbling il suo diretto avversario, ma calcia addosso a Caballero sul più bello.

Terminato sull'1-1 il primo tempo, nella ripresa l'Islanda prova a rallentare il gioco per non farsi imporre il ritmo dagli argentini, i quali tentano di mettere il piede sull'acceleratore, ma fanno fatica ad impensierire la rocciosa difesa nordica. Dopo un paio di contropiedi sprecati per parte, al minuto numero 63 arriva l'episodio che potrebbe rappresentare la svolta: l'ex Cesena Magnusson travolge in area il malcapitato Meza, l'arbitro Marciniak non può far altro che assegnare il rigore. Sul dischetto si presenta Messi, ma, a sorpresa, il fantasista del Barcellona si fa ipnotizzare dal portiere islandese, il quale intuisce il tiro e respinge la più grande occasione avuta dall'Argentina per vincere. A questo punto, Sampaoli si gioca le carte Pavón e Higuaín per cercare il gol-vittoria, ma l'Islanda, seppur al culmine della fatica, riesce a resistere agli insistenti assalti argentini, anche se rischia di capitolare su una grande conclusione di Messi a giro, terminata fuori di un niente, e su un tiro-cross insidioso di Pavón ben respinto dall'estremo difensore islandese. 

Senza ulteriori sussulti, termina in parità una partita che ha messo in mostra tutti i difetti dell'Argentina e i pregi degli umili islandesi: da una parte una squadra disorganizzata e allo sbando che paga un'inconsistenza preoccupante sia in difesa che a centrocampo; dall'altra, una squadra che, nonostante sia priva di pezzi da novanta e abbia una rosa dalla media-età molto alta, ha mostrato una diligenza tattica e un cinismo da grande squadra. Per l'Argentina ora si fa dura, per l'Islanda è un esordio da sogno.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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