L’arte nel pallone: Maradona & Live is Life

Il catino dell'Olympiastadion, la musica a tutto volume per terrorizzare il Re del pallone e lui che fa? Balla, poi incanta e fa segnare

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(130 articoli pubblicati)

Ci sono storie che per quanto belle siano sembrano immaginarie. C'è da vincere un trofeo europeo, ma per farlo bisogna espugnare un catino tedesco insuperabile nelle ultime 21 partite. La squadra di casa è molto più blasonata degli ospiti, anzi, non ci sarebbe proprio storia se da una parte esiste il Bayern Monaco e dall'altra il Napoli mai vincente in Europa.

Mai, una parola da non usare se quel numero 10 che spunta dal sottopassaggio si chiama Diego Armando Maradona.

E' la semifinale della Coppa Uefa 1989, coppa che negli anni 80 era ambita quanto la Coppa Campioni (badate bene, non Champions aperta a più squadre dello stesso paese) e all'andata gli Azzurri hanno dominato i tedeschi per 2-0, sempre su assist di Dieguito, prima per Careca e poi per Carnevale che vola in cielo a colpir di testa e zittire il Bayern di Jupp Heynckes.

Poco male per il Bayern. Son talmente convinti di poter vincere e ribaltare tutto che i biglietti si esauriscono in pochissimi minuti. Al Napoli spetterebbe una piccola fetta ma nessuno controlla gli italiani all'estero che prendono d'assalto Monaco.

Saranno qualcosa come 20.000 ad assistere alla storia.

Nello stesso giorno del ritorno di Coppa Uefa si gioca un'altra fetta di gloria del nostro calcio, il Milan 15 minuti dopo l'ingresso del Napoli in campo affronta il Real Madrid e lo umilia con un sonoro 5-0 nello show degli olandesi, tutti in rete in una serata magica.

La magia spesso non accade per caso ma è un ragionamento folle.

Il Bayern sceglie di fare il riscaldamento sul prato dell'Olympiastadion mentre il Napoli è abituato a fare la rifinitura nelle palestre dello stadio, come raccontato da Ciro Ferrara. Maradona ha l'idea geniale, andar fuori insieme ai tedeschi e sfidarli in quello che meglio sa fare: controllare il pallone come nessuno al mondo.

Diego ha occhi dappertutto, vede un esibizionista e palleggiatore ufficiale del Bayern raccogliere applausi col tocchi impressionanti al pallone, poi tutto accade in un attimo, la musica a tutto volume spara Live is Life degli Opus, il Genio ha le scarpe slacciate, guarda il pubblico.

E balla.

Diego Armando Maradona umilia psicologicamente l'Olympiastadion, regala un riscaldamento da magia, nettamente meglio dell'esibizionista tedesco cui El Diez dice: "Volevo solo farti vedere che son più bravo di te col pallone" e del catino che doveva esser terra tedesca resta solo la gloria.

La dimostrazione di esser lì e non aver paura del Bayern fa coraggio al Napoli che si scatena in campo, prima quando Nachtweih svirgola un pallone su cui si avventa Diego che offre a Careca un cioccolatino per l'1-0 poi con i tedeschi tutti in avanti ecco il contropiede del 2-1 che diventerà 2-2 come risultato ufficiale per una magia di Reuter, poi alla Juve nel 91/92, che fa qualificare i partenopei alla finale contro lo Stoccarda di Klinsmann.

E neanche lo Stoccarda fermò la voglia del Diez. 

Un giorno, di preciso non ricordo se con Bianchi allenatore o con Bigon, un Napoli remissivo rientrava negli spogliatoi in svantaggio. Diego era in panca, forse a combattere con i demoni che ne hanno limitato la carriera.

Ma quei demoni si arresero anche quel giorno. Al rientro in campo tutto il San Paolo era in festa.

Tutti si chiesero che diamine stesse succedendo. La risposta fu lapidaria.

"Niente di che, Diego palleggia ininterrottamente da 15 minuti!!". 

Live is life.

Francesco Fiori 

Ispirazionesportiva.com

Fonte: l'autore Francesco Fiori

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