Paolo Maldini, 36 anni di rossonero

Sono passati trentasei anni dall'esordio in rossonero di Paolo Maldini, ora si sta riprendendo il suo Milan

di Piergiorgio Danuol
Piergiorgio Danuol
(11 articoli pubblicati)
paolo maldini

Il 20 gennaio 1985 resterà una data indelebile nella memoria di tutti i milanisti, al minuto quarantasei esordisce con la maglia rossonera Paolo Maldini, il giovane figlio di "Cesarone" subentra a Battistini, in panchina un altro pezzo di storia rossonera, Nils Liedholm. In totale saranno 902 partite con la maglia del Milan ed una interminabile serie di vittorie, in Italia, Europa e nel mondo; il 31 maggio 2009 la sua ultima partita, poi nove anni dietro le quinte e distante dal mondo Milan, sia per la sua volontà di riprendersi la sua vita dedicandosi a cose che aveva tralasciato da calciatore sia per scelte societarie che non lo convincevano totalmente, prima con Barbara Berlusconi poi con il duo Fassone e Mirabelli. Probabilmente Paolo voleva studiare da fuori come muoversi nel mondo del calcio in vesti diverse da quelle di calciatore, di sicuro non voleva essere solo l'uomo immagine di una società senza avere compiti operativi. L'ex capitano rossonero è tornato nell'organigramma societario nel 2018 e da allora, prima nel ruolo di direttore dello sviluppo strategico dell'area sport e poi in quello di direttore tecnico, ha messo a disposizione le sue competenze per costruire una squadra competitiva. Un periodo di apprendistato insieme a Leonardo prima e poi all'amico Boban, poi dopo l'addio di Zorro al Milan è rimasto comunque in sella al Milan anche se sembrava un rapporto non duraturo. A distanza di oltre un anno Paolo Maldini è sempre più coinvolto nel progetto voluto dalla società, visite a Milanello, colloqui con i vari procuratori, trattative di mercato, presenza costante allo stadio, ora Maldini è diventato un punto di riferimento del Milan. La dinastia Maldini ha sempre rappresentato un senso di appartenenza e questo è quello che Paolo vuole trasmettere a chiunque varchi i cancelli di Milanello, ogni calciatore che indossa la maglia rossonera deve sapere quali valori rappresenta, l'importanza ed il prestigio che le strisce rossonere godono in tutto il mondo. Lui stesso è consapevole della responsabilità che ha verso il club ed i tifosi per il suo passato e per il legame che la famiglia Maldini ha con il Milan, per i tifosi rappresenta però una garanzia, dopo gli anni di Galliani era necessario avere una bandiera in società ma non come semplice figura come accade in molti club ma con un ruolo ben preciso e che ci mettesse sempre la faccia cosa che a Paolo certo non spaventa. Anche da calciatore non ha mai avuto problemi a prendere certe posizioni, emblematico fu lo "scontro" con la Curva Sud che nel giro di campo dell'ultima partita espose uno striscione di Franco Baresi per testimoniare chi fosse il vero capitano rossonero. Ora si sta riprendendo il suo Milan, il mercato dell'ultimo anno è stato senza dubbio positivo con molti giovani di prospettiva, da Brahim Diaz a Theo Hernandez, da Hauge a Kalulu, poi il colpo Ibrahimovic che molti scettici indicavano come una mossa per fare clamore ma calcisticamente poco utile. A distanza di mesi il suo Milan è primo in classifica e qualificato in Europa League, in panchina il confermatissimo Stefano Pioli, una squadra che gioca e diverte, tutti "remano" dalla stessa parte, un clima all'interno della società che non si vedeva da anni. Un uomo mai banale, serio professionista, apprezzato anche dalle tifoserie avversarie, difensore duttile, tecnico, veloce, prestanza fisica, una dinastia Maldini che sembra non essersi interrotta visto che dopo Cesare e Paolo in rosa c'è anche Daniel Maldini, classe 2001, attaccante di un Milan che punta sempre più sui giovani. Riportare grande il suo Milan, questo è l'obiettivo di Paolo Maldini, non cerca rivincite ma solo riportare in alto i colori che ha tanto amato e che tutt'ora continua ad amare, ha aspettato il momento giusto per rientrare nel mondo del calcio ed ora non lo spaventano né le responsabilità né le critiche. Ha sposato un progetto e con tutta la sua serietà riuscirà senz'altro a raggiungerlo così come ha fatto da calciatore.

Fonte: l'autore Piergiorgio Danuol

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