Abbonamento delusione rossonera

Ancora una retrocessione per la società toscana. C'è da ricominciare nuovamente da capo.

di Lucia Vecchi
Lucia Vecchi
(5 articoli pubblicati)

Sono ormai passati quindici giorni dalla retrocessione matematica della Lucchese in Serie D e tutt'ora si cercano ancora i responsabili di questo terribile sfracello anche se, perlopiù, sembra essere tutto un insieme di cose andate male, dall'inizio della stagione fino all'epilogo della retrocessione.

Già a metà campionato, ma forse anche prima, appena resosi conto che lo sfascio era pressochè inevitabile, i tifosi, arrabbiati per una stabilità che scarseggiava ad arrivare, hanno espresso il loro rammarico protestando assiduamente contro i dirigenti, sperando forse in un cambiamento, considerato che la colpa principale sembrava proprio essere di chi il mercato lo gestiva, acquistando o prendendo in prestito giocatori rivelatosi poco adatti alla categoria.  Cosa che un dirigente capace ed esperto avrebbe dovuto riconoscere.

Cambi di allenatore e continue rivoluzioni all'interno della rosa non hanno di certo aiutato ma, bensì, peggiorato malamente ciò che forse già in partenza era un progetto destinato a fallire.

Dalla promozione dello scorso anno, avvenuta non sul campo ma, purtroppo o per fortuna, avvenuta per causa covid, non si è pensato o forse non si è avuta la capacità di allestire una squadra capace di reggere il confronto con le altre realtà presenti nella categoria. 

Le risorse economiche scarse hanno danneggiato ancor di più la situazione anche se una direzione ferrata avrebbe dovuto almeno sfruttare il minutaggio degli under, attingendo a fondi che la lega ogni anno impartisce ai vari club, al fine di migliorare la rosa o comunque renderla competitiva per la salvezza. Tutto ciò sarebbe stato possibile grazie ad un'attenta conoscenza del mercato giovanile ma anche sotto questo punto di vista la dirigenza non si è dimostrata, forse, all'altezza.

Leggendo ciò, dunque, verrebbe da pensare che le colpe sono da attribuire interamente agli agenti di mercato ma senza dubbio anche l'assenza sugli spalti dei calorosi rossoneri è un fattore che ha inciso non poco sul mancato raggiungimento dell'obiettivo. La curva ovest, difatti, non ha mai fatto mancare il proprio supporto, ne nei momenti belli ne tanto meno nei momenti brutti, riuscendo, spesso con l'incitamento, a tirare fuori dagli undici in campo il massimo o anche di più.

Il porta Elisa deserto, dunque, scarno dei suoi fedeli tifosi, ha contribuito in parte alla retrocessione. Quest'ultimi dopo l'ennesima delusione saranno pronti comunque a nuove battaglie e preparati a sostenere nuovamente la squadra in qualsiasi categoria, fuori o dentro allo stadio, speranzosi di risalire presto quegli spogli gradoni.

Non sappiamo ancora quale sarà l'organigramma della società rossonera ne tanto meno chi sarà alla guida tecnica della squadra ma siamo sicuri che i tifosi saranno parte integrante di questo nuovo progetto, che cercherà di risollevare le sorti del club della nostra amata città.

Fonte: l'autore Lucia Vecchi

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