Lettera a un mondiale mai giocato

A due settimane dalla mancata qualificazione dell'Italia a Russia 2018 non si placa la malinconia di quella sera. Anzi, siamo solo all'inizio...

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(125 articoli pubblicati)
Lacrime

Sono passate due settimane da quella sera lì. Ancora non ci credo che sia accaduto davvero. Ne avevamo di colpe da espiare, questo lo sappiamo, ne avevamo di distacco rispetto ai più forti, però davvero ci meritavamo tutto questo? Davvero ci meritavamo di stare a guardare gli altri giocare, come un bambino cattivo delle elementari messo in punizione? Davvero ci meritavamo lo scempio di quella serata lì? Buffon in lacrime, la disperazione scolpita sui volti di ogni giocatore e membro dello staff...Come fa ad essere realtà tutto ciò? Non è proprio possibile. Forse ha ragione il nostro oramai ex capitano: "quando gli episodi ti vanno a sfavore è perché hai qualche colpa da scontare". Ma ne avevamo così grandi da dover stare un'estate intera a vedere gli altri giocare? Dopo che per due edizioni siamo tornati a casa dopo nemmeno esserci ambientati? No, non ce la faccio ancora a crederci. Ci saranno i sorteggi e noi non ci saremo. Ci sarà la cerimonia inaugurale e la nostra bandiera non ci sarà. Ci saranno mille gadget in vendita e la parola Italia mancherà. Ci dobbiamo mettere l'animo in pace, la vita è così: dodici anni prima eravamo i re del mondo e ora stiamo a guardare, come un Lussemburgo e un'Andorra qualsiasi. D'altronde ne è pieno il mondo di esempi così: chi avrebbe mai detto venti anni fa che la Blockbuster e la Nokia sarebbero scomparse? No...quella fine lì non la dobbiamo fare. Siamo l'Italia, dobbiamo rialzarci, non ci possiamo abituare. Per una volta staremo a guardare, come il bambino in castigo, l'importante è che non facciamo gli zucconi e che impariamo la lezione, se no finiamo davvero come la Blockbuster. Ci rivediamo tra 5 anni mondiale, forse d'inverno invece che d'estate, ti giuro che non ti faremo aspettare. Tu anche senza di noi prova a regalarci emozioni e divertimento. Anche se ti diranno che sei una vetrina per sponsor e lobbies e che sei fatto apposta per ingrassare le tasche di qualche dirigente che lavora a Zurigo. Tanto ci sei abituato, sarà almeno dal 1970 che te lo dicono, e qualche scemo come chi ti scrive ti ha sempre visto e ha sempre fremuto per quattro anni pur di rivederti. Tu vai avanti, noi torneremo, te lo posso assicurare. E se per caso all'appuntamento ritarderemo o peggio ancora non ci presenteremo, tu tira dritto, vorrà dire che oltre che zucconi siamo imbecilli, e per gli imbecilli non esiste alcuna pace. 

Incubo senza fine
Fonte: l'autore Edoardo Gori

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