Le magnifiche 32 di Russia 2018 (parte 4)

Alla scoperta delle squadre che parteciperanno alla prossima Coppa del Mondo

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Final Draw for the 2018 FIFA World Cup R

GRUPPO D

ARGENTINA: La Selección è una delle mine vaganti di questa edizione della Coppa del Mondo. Dopo aver perso tre finali consecutive tra Coppa America e Mondiale, l'Argentina aveva rischiato di non presenziare al torneo in terra russa e così, dopo il passaggio di consegne a qualificazioni in corso tra Bauza e Sampaoli, l'Albiceleste riesce a scongiurare il pericolo vincendo in rimonta il match da dentro e fuori a Quito con l'Ecuador, giocandosi così la possibilità di poter accarezzare il sogno di andare sul tetto del Mondo. Il problema è che Sampaoli si è ritrovato in mano una squadra che ha perso tutte le proprie certezze e che, nonostante i grandi nomi all'interno della rosa, non riesce a fare a meno delle giocate del suo uomo più rappresentativo: Lionel Messi. La perdita per infortunio del Chiquito Romero in porta ha complicato ancora di più una situazione non proprio idilliaca per quanto riguarda il reparto difensivo: a parte Fazio e Otamendi, ci sono solo molte incognite (tra cui l'esperimento di Salvio terzino). La vera forza dell'Argentina è sicuramente il reparto offensivo: Messi, Higuaín, Agüero, Dybala e Di María compongono un attacco sulla carta stellare (anche senza Icardi e Lautaro Martínez), ma se Messi comincia a non girare, anche gli altri ne risentono. A centrocampo tutto dipenderà dall'esperienza di Mascherano, Biglia e Banega, ma attenzione al giovane Lo Celso del PSG. Riuscirà Sampaoli con il suo 2-3-3-2 a far ricredere gli scettici e a riportare la Coppa del Mondo in Argentina dopo 32 anni?

CROAZIA: Per la Croazia non è stata affatto una qualificazione semplice. Costretto agli spareggi dall'Islanda, l'avvento sulla panchina di Zlatko Dalic (subentrato in corsa a Cacic) ha risollevato le sorti di una squadra che aveva rischiato davvero una clamorosa eliminazione alle qualificazioni. Le vittorie con l'Ucraina e con la Grecia nel doppio spareggio ha restituito al ct una squadra solida e compatta, capace anche di offrire un buon gioco grazie all'enorme schiera di palleggiatori presenti a centrocampo (Modric e Rakitic tra tutti). In attacco troveremo un Kalinic in cerca di riscatto dopo la sua annata con più scuri che chiari al Milan, mentre sono state diametralmente opposte quelle di Mandzukic, Kramaric e Perisic, anche se c'è un Pjaca in più che scalpita. Oltre al ben noto problema della continuità, un altro grande difetto è la non esattamente imperforabile difesa, priva di grandi esponenti del ruolo dopo l'addio di Srna e di un portiere sicuro. Riscattare l'ultimo deludente Mondiale non sarà semplice, ma se riuscirà a passare lo scoglio dei gironi, la Croazia potrebbe sicuramente dire la sua.

ISLANDA: I Vichinghi lo hanno fatto ancora! Dopo aver sorpreso gli addetti ai lavori con il raggiungimento dei quarti di finale all'Europeo francese, l'Islanda riesce a qualificarsi anche per il Mondiale e quale modo migliore per dimostrare che quanto fatto finora non è stato frutto del caso se non superare il girone più equilibrato del torneo? L'impresa sarà ardua per Gylfi Sigurdsson e soci, ma il ct Hallgrimsson ha avuto modo di prendere appunti dal suo ex mentore Lagerback per poter preparare nel migliore dei modi la squadra per questo grande appuntamento con la storia. Oltre al già citato Sigurdsson, sarà Bjarnason l'uomo in più dei Vichinghi e starà a loro riuscire a compiere l'ennesimo miracolo di questo ciclo.

NIGERIA: Alla fine, l'opera di rifondazione del ct Gernot Rohr dopo la mancata qualificazione all'ultima Coppa d'Africa ha avuto successo: le Super Aquile sono al Mondiale. Prevalere nel "gruppo della morte" con Algeria, Camerun e Zambia è stata un'importante iniezione di fiducia per la squadra, che adesso vuole continuare a sorprendere anche in Russia puntando tutto su atletismo e velocità. Iwobi, Mikel e Moses saranno gli uomini in più per gli africani, con loro in forma, la qualificazione potrebbe non essere una chimera, anche se l'età media bassa della rosa potrebbe giocare brutti scherzi.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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