Lazio, una stagione ancora una volta piena di rimpianti

Il crollo nel finale con l’Inter si somma alle troppe occasioni mancate quando più contava. E pensare che quella sera in Supercoppa…

di Carlo Forciniti
Carlo Forciniti
(26 articoli pubblicati)
SS Lazio v Cagliari Calcio - Serie A

Sembrava l’inizio di una nuova era. Di un nuovo corso intriso di soddisfazioni. Al 94° minuto di Lazio-Juventus, finale di Supercoppa italiana, i bianconeri hanno appena rimontato dal 2-0 con una doppietta di Dybala. Lukaku sgomma sulla sinistra, si fa beffe di De Sciglio, mette in mezzo per Murgia che manda in orbita il popolo laziale con la zampata che permette alla Lazio di vincere il trofeo. Quel 13 agosto poteva essere l’epifania di un ciclo vincente o comunque da ricordare. In pochi avrebbero immaginato che in quello stesso teatro, l’Olimpico di Roma, qualche mese più tardi si sarebbe consumata la più grande delle delusioni.

20 maggio 2018. La formazione di Inzaghi sfida l’Inter nell’ultima giornata di Serie A. Immobile e compagni hanno il match ball sulla racchetta, forti di due risultati su tre (vittoria o pareggio, ovviamente), per staccare il pass per la massima competizione continentale. Solo che lo sport ed il calcio nello specifico sono da sempre materia sfuggente, imprevedibile. La Lazio va due volte avanti. Sul 2-1 le basta amministrare i momenti finali di una gara che sembra indirizzata nella maniera migliore. Il sogno Champions League è sempre più vicino, o forse sarebbe meglio dire… Vecino.

Sì, perché proprio quando la tavola sembrava apparecchiata per il più classico dei finali a lieto fine, ecco che ancora una volta la Lazio si scioglie sul più bello. De Vrij, il promesso sposo nero azzurro, la combina grossa causando un netto quanto ingenuo fallo da rigore che Icardi trasforma con freddezza. Mancano 12 minuti più recupero alla fine. La Lazio ha ancora in mano il proprio destino ma da quel momento non ci sarà più storia. Lulic si fa espellere per doppia ammonizione ad appena un minuto di distanza dal pareggio interista. Centoventi secondi più tardi una girata aerea di Vecino cambia definitivamente la storia della stagione bianco azzurra perché i padroni di casa non saranno più in grado di reagire. E così, il finale è sportivamente drammatico. La stagione dei possibili sogni finalmente realizzati si trasforma in quella delle recriminazioni.

Un’annata in cui la fragilità mentale della Lazio ha cominciato a manifestarsi in Coppa Italia, quando in semifinale non è riuscita ad avere la meglio di un Milan inferiore per qualità complessiva. Gli scricchiolii sono poi diventi qualcosa di più insistente nel crollo in Europa League contro il Salisburgo. Doveva amministrare il 4-2 maturato nella gara di andata, la Lazio. Sì è invece inabissata improvvisamente in Austria quando neanche il vantaggio di Immobile è servito a qualcosa.

L’antipasto di quanto poi sarebbe successo ieri sera si è poi avuto a Crotone appena una settimana fa. Anche in quel caso i biancocelesti non hanno saputo capitalizzare sul gol dell’1-0 firmato da Lulic perché, ancora una volta, hanno subìto una rimonta i cui danni sono stati mitigati soltanto dal definitivo 2-2 di Milinkovic Savic. Una rete che sembrava poter spingere la Lazio verso la Champions League visto che nel redde rationem contro l’Inter partiva in posizione di chiaro vantaggio.

Ed invece, i ripetuti match point potenziali si sono trasformati in boomerang. Quel 13 agosto sembrava poter essere l’inizio di una nuova era. Si è poi trasformato nell’unico momento da ricordare in una stagione che passerà alla storia come quella dei tanti, troppi rimpianti.

Fonte: l'autore Carlo Forciniti

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