La maledizione di Belfast: Coppa del Mondo 1958 senza l’Italia

Per qualificarsi agli azzurri bastava un pareggio in casa dell'Irlanda del Nord, invece arrivò una clamorosa sconfitta. Allora come oggi, fu dramma nazionale

di Massimo Pighin
Massimo Pighin
(266 articoli pubblicati)
Irlanda del Nord

Quattro titoli, tre assenze. Il curriculum dell'Italia alla Coppa del mondo di calcio salta agli occhi per la distanza che corre tra apici e punte più basse, cui lo scorso novembre si è aggiunta la sconfitta con la Svezia che ha causato la seconda mancata partecipazione volontaria all'evento sportivo più seguito al mondo dopo le Olimpiadi.

Il Paese scandinavo riporta alla mente anche la prima debacle azzurra, visto che la nazionale nel 1930 non partecipò alla prima edizione della Coppa del mondo in Uruguay per motivi mai resi noti dalla federazione italiana (probabilmente, alla base del rifiuto, cui si unì buona parte delle squadre europee, ci furono i pessimi rapporti con la federazione uruguayana).  Gli italiani guarderanno il prossimo Mondiale russo in tv, nel 1958 gli appassionati di calcio del Belpaese dovettero a loro volta seguire la Coppa Rimet da spettatori, senza poter tifare per Boniperti e gli altri idoli di allora.

La nazionale di quel periodo, com'era inevitabile, risentì pesantemente della tragedia di Superga, ma non si pensava che l'Italia potesse rimanere fuori dal Mondiale. Invece fu proprio così. La Coppa del mondo 1958 prevedeva la partecipazione di sedici squadre, di cui undici del Vecchio continente: qualificati di diritto i padroni di casa e la Germania Ovest campione in carica, rimanevano nove posti. 

La Uefa suddivise le 27 aspiranti a un posto tra le finaliste in nove gironi: l'Italia venne sorteggiata nel gruppo 8, assieme a Irlanda del Nord e Portogallo. Avversari ritenuti alla portata degli azzurri, allo stesso modo in cui la Svezia di oggi non aveva creato particolari preoccupazioni alla squadra di Ventura. Allora come oggi, invece, i pronostici vennero sovvertiti.

L'Italia vinse l'1-0 il debutto casalingo contro l'Irlanda del Nord, poi venne sconfitta 3-0 in Portogallo, vincendo con lo stesso punteggio il ritorno coi lusitani. Divenne decisiva l'ultima sfida, che si giocò il 15 gennaio 1958 a Belfast. A quell'Italia bastava un pareggio, ma le cose si misero subito male: azzurri sotto 2-0 dopo una manciata di minuti. Poi arrivo la rete della speranza, che rimase disattesa: Schiaffino e compagni non trovarono il pareggio che li avrebbe portati in Svezia. Fu un dramma nazionale, il punto più basso del nostro calcio. Fino allo scorso novembre

Fonte: l'autore Massimo Pighin

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