La Germania ha fatto lo stesso errore di Francia, Italia e Spagna

Squadra che vince si cambia. Soprattutto se si parla di un Mondiale di calcio

di Antonio Casu
Antonio Casu
(33 articoli pubblicati)
Korea Republic v Germany Group F - 2018

La gratitudine è una dote rara, ma talvolta può essere un'arma a doppio taglio. Lo sa bene la Germania,  eliminata al primo turno del Mondiale russo dopo la clamorosa sconfitta di ieri con la Corea del Sud.  Perché le cause che hanno portato al fallimento più grande della storia calcistica tedesca sono molteplici,  ma una su tutte è predominante. Potremmo parlare della condizione atletica precaria con cui la Maanshaft si è presentata al grande appuntamento. Oppure delle scelte tattiche di Löw, incapace di dare un gioco e un'anima ad una squadra spenta, senza motivazioni e mal messa in campo. Potremmo anche imputare alla Germania l'assenza di veri leader nello spogliatoio, orfano da tempo di Lahm e Schweinsteiger, ma non sarebbe sufficiente. Queste non sono le vere cause. Sono le conseguenze della gratitudine del tecnico nei confronti del gruppo che lo aveva portato in cima al mondo quattro anni fa.

Diciamolo: la maledizione che mette in ginocchio i campioni del mondo uscenti è molto più di una fantasia giornalistica. È una grande realtà. Così come la Francia del 2002, l'Italia del 2010 e la Spagna del 2014 erano state tradite dagli eroi di Parigi, Berlino e Johannesburg, la Germania umiliata in Russia ha pagato a caro prezzo l'incapacità di rinnovare in modo deciso una rosa che aveva già dato il massimo.  Il materiale umano non mancava: Löw si è concesso il lusso di lasciare a casa Leroy Sané, miglior giovane dell'ultima Premier League, ha smantellato la giovane squadra vincitrice solo un anno fa della Confederations Cup e non ha attinto a sufficienza dal bacino dell'Under 21 campione d'Europa nello stesso periodo. Ha dato fiducia a Hummels, Khedira, Müller e Özil, spremuti da una stagione infinita e privi della motivazione necessaria. E non ha capito una cosa fondamentale, nonostante le lezioni della storia fossero chiare: squadra che vince si cambia. Eccome se si cambia.  Auf Wiedersehen, cari cugini. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.