Klas Ingesson e un rigore al 90′

Articolo dedicato a un grande calciatore che ci ha lasciato troppo presto.

di Edoardo Orsi
Edoardo Orsi
(4 articoli pubblicati)
Klas Ingesson of Bologna

Bologna, 16 Maggio 1999. Penultima giornata di Serie A. Al Dall’Ara si disputa Bologna-Sampdoria, un match quasi ininfluente per i felsinei, già salvi e con nessuna chance di andare in zona Europa, mentre i blucerchiati si giocano la permanenza nel massimo campionato italiano. Dopo 5 minuti Vincenzo Montella, all’epoca astro nascente del calcio italiano, mette a segno un autentico gioiello su punizione, che porta in vantaggio la squadra genovese. Al 27’ minuto, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Klas Ingesson, “gigante buono” del centrocampo rossoblù, pareggia i conti: 1-1. 10 minuti dopo, la Sampdoria si riporta nuovamente in vantaggio, ancora con Montella: un risultato da difendere con tutti i mezzi, che avrebbe garantito la Serie A ai doriani. Il secondo tempo si gioca a ritmi blandi, con il Bologna che non sembrava avere intenzione di affondare il coltello nella barcollante retroguardia blucerchiata. Dal canto suo, la Sampdoria manteneva un baricentro bassissimo difendo con le unghie e con i denti un risultato fondamentale per la permanenza in Serie A. Tutto sembrava procedere secondo i pronostici. La Sampdoria era, ed è, una delle squadre più importanti del calcio italiano. Qualche anno prima, nel 1992, la squadra blucerchiata si giocava la finale di Champions League contro il Barcellona, cedendo solamente a un bolide di Ronald Koeman. Nessun giocatore aveva interesse nel mandare una squadra di quel blasone a giocarsi la Serie B, un palcoscenico che certamente non è proprio del club genovese. Nessun giocatore, tranne un centrocampista con la maglia numero 8 del Bologna, che lottava su ogni pallone come se la squadra a rischiare la retrocessione fosse la sua: Klas Ingesson. Minuto 92 della ripresa. Contatto in area di rigore della Sampdoria, con Sakic che non riesce a stare dietro a Simutenkov e lo stende. Un rigore non particolarmente netto, che però l’arbitro decide di assegnare in favore della formazione di casa. Il rigorista, nonché stella, del Bologna è Giuseppe Signori. Prima di approdare in Emilia però, il fantasista numero 10 della squadra allenata da Mazzone militava nella Sampdoria e non se la sentì di condannare la sua ex squadra alla serie cadetta. A dire il vero nessuno sembrava volere calciare quel penalty, fino a che non decise di assumersi la responsabilità di presentarsi dagli 11 metri Ingesson. Il centrocampista non era certamente un rigorista e non era certamente quello con la tecnica migliore della squadra emiliana. Ma una cosa è certa: a Ingesson non importava assolutamente niente di mandare la Sampdoria in Serie B. L’arbitro fischia. E’ Ferron contro Ingesson, come ogni duello di far west che si rispetti. Lo svedese preme il grilletto e spara. Gol. Sampdoria in Serie B.

Ingesson in Italia ha militato con le maglie di Bologna, Bari e Lecce, arrivando a toccare anche il gradino più basso del podio con la sua nazionale ai mondiali del 1994. Ovunque sia andato, era impossibile non adorarlo: professionalità, talento e la certezza che fosse sempre l’ultimo a mollare. Un vero e proprio guerriero, che indossava elmo e armatura in campo per dare battaglia ai suoi avversari e che ha continuato a indossare nel 2009, quando scoprì di essere affetto da un mieloma multiplo, un tumore che colpisce le plasmacellule, cellule molto importanti del sistema immunitario originate nel midollo osseo. La sua battaglia finì il 29 Ottobre del 2014, quando arrivò la notizia della sua morte. Un vero e proprio colpo al cuore per tutti i tifosi che lo hanno visto combattere su un campo di pallone e che lo hanno sostenuto anche durante la sua partita più difficile, vedendolo purtroppo perdere il contrasto più importante di tutti. Ciao Klas, ti voglio bene.
 

Fonte: l'autore Edoardo Orsi

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