Una crisi che parte da lontano

Fenomenologia delle difficoltà della Juventus, da tre anni a questa parte

di Giuseppe christian Ferreri
Giuseppe christian Ferreri
(2 articoli pubblicati)

Settembre 2018: Beppe Marotta annuncia le proprie dimissioni dal ruolo di amministratore delegato della Juventus F.C.; è in quel preciso istante che gli allora sette volte Campioni d'Italia intravedono la fine del ciclo vincente più glorioso del calcio italiano.
Infatti, nonostante sia vero che, nei due campionati successivi, l'inerzia abbia comunque consentito ai bianconeri mettere in bacheca altri due Scudetti, è innegabile che, dall'addio del miglior dirigente calcistico italiano degli ultimi quindici anni, la società torinese abbia sbagliato qualsiasi mossa intrapresa da allora.
La vergognosa partita di oggi è solo il culmine di una lunga serie di errori, il primo dei quali fu il frettoloso esonero del sei volte scudettato Massimiliano Allegri, un allenatore pragmatico il cui credo calcistico gli ha consentito di affermarsi nell'Olimpo dei condottieri di maggior successo della Serie A il quale, con una certa lungimiranza, aveva richiesto alla dirigenza, uno svecchiamento della rosa e un globale rinnovo del capitale umano a disposizione ma Allegri fu allontanato e non si procedette ad un efficace restyling della squadra ritenuta, con molta presunzione e superbia, ancora in grado di competere ad alti livelli.
L'indolenza dei dirigenti, accompagnata dall'infantile ossessione per la vittoria della Champions League, ha continuato a permeare le scelte compiute, con l'inseguimento di Guardiola e, con l'assunzione dell'ex nemico Maurizio Sarri, due esponenti di un calcio diverso da quello messo in atto dalla Juventus negli ultimi anni, il cosiddetto "bel gioco"; costui, messo sotto contratto senza la costruzione di una rosa che potesse consentigli di esprimere al meglio le potenzialità della propria visione calcistica, è stato comunque in grado di portare a casa un sudatissimo Scudetto e, uscito dalla Champions a causa dello stressante filotto di partite estivo, ha finito per pagare le colpe di una rosa non all'altezza della situazione e, a mio modo di vedere, fin troppo Ronaldo-centrica.
Fin dal suo arrivo, la compagine bianconera si è rivelata dipendente oltremisura dalle prestazioni del fuoriclasse portoghese inficiate da una carta d'identità che recita 36 alla voce età, senza contare il peso non sostenibile dell'ingaggio che ha costretto a vendere giocatori di talento  o che impedisce tutt'ora di puntare nomi altisonanti da affiancargli, portando la dirigenza a compiere scelte il più economiche possibili fra cui spicca la disgraziata decisione di collocare sulla panchina un grande ex-calciatore che, però, non era mai andato oltre la modalità allenatore di FIFA: Andrea Pirlo; con tutta la stima riposta nei suoi confronti, è evidente che questi non fosse pronto per un impegno così gravoso con una squadra in netta difficoltà e con molti interpreti non all'altezza.
A stagione, oramai, irrimediabilmente compromessa, quali sono le mosse per puntare ad aprire un nuovo ciclo vincente?
Il primo passo sarebbe ringraziare Ronaldo per i suoi sforzi, in queste tre stagioni, e risolvere il contratto con un anno d'anticipo; soltanto allora, una volta che la società sarà sollevata dal peso del suo ingaggio, si potrà provare ad agire con una certa libertà sul mercato.
Successivamente, con buona pace dei discepoli del "Maestro", si dovrà trovare un allenatore con esperienza e mentalità vincente da far sedere sulla panchina bianconera; non è facile fare un nome, ma un ritorno di Allegri non mi dispiacerebbe e, con i giusti giocatori, si potrebbe anche sperare di tornare a lottare per lo scudetto in tempi brevi.
Personalmente, infine, auspico un repulisti di una dirigenza che sbaglia proprio dall'addio di Marotta che, come è sotto gli occhi di tutti, ha saputo ricostruire quella che, oggi, è la principale  indiziata per la vittoria finale del campionato, l'Inter di Conte la quale, con la giusta fame e giocatori all'altezza, sembra ormai avere sbranato la concorrenza, viaggiando a vele spedite verso un trofeo che, ormai, manca da ben dieci anni.

Ronaldo arrabbiato
Fonte: l'autore Giuseppe christian Ferreri

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