Kurtic-Joao Pedro, la solidarietà che unisce il calcio

Nei giorni in cui impazza la polemica per la Superliga, un’immagine autentica ci ricorda quale sia, al di là di tutto, il calcio che appassiona i tifosi.

di Fanny Boninu
Fanny Boninu
(21 articoli pubblicati)

Cagliari-Parma, 4-3. Una vittoria degli emiliani che sembrava ormai raggiunta, prima della furiosa rimonta rossoblù durante il recupero. Questa partita da tachicardia è stata, d’altronde, uno scontro in cui non si potevano risparmiare concentrazione, coraggio e cuore, perché da questa partita dipendeva la possibilità per entrambe le squadre di rosicchiare qualche punto per tenersi aggrappate alla serie A.

 Comprensibile, dunque, l’esplosione della panchina dei padroni di casa dopo il goal di Cerri al 94’, altrettanto comprensibile l’amarezza degli avversari.  Non scontata, anche se lo spirito del gioco richiederebbe che lo fosse a prescindere, la scena che si è presentata poco dopo.

Jasmin Kurtic seduto sul prato con le lacrime a pochi passi dai cagliaritani in festa. Un elemento dello staff sardo prima e Joao Pedro e Leonardo Semplici subito dopo che si avvicinano per consolarlo. Il capitano rossoblù aveva incrociato Kurtic durante l’esperienza al Palermo (stagione 2010-2011, con il primo ceduto durante la sessione invernale e il secondo entrato in organico nello stesso periodo), mentre il mister lo aveva allenato alla Spal.

La foto dei due giocatori, avversari in una gara tanto delicata, seduti uno accanto all’altro nonostante le opposte sensazioni che dovevano animarli, ha fatto il giro della rete. Costringendo un po’ tutti a riflettere su cosa sia in fondo il vero spirito sportivo e quanto sia spesso sacrificato, nell’ottica dell’attenzione comune, a vantaggio di numeri e classifiche, se non di brutti gesti e aggressività.

E non si può non concordare con Semplici, quando in conferenza stampa post-partita ha affermato che in fondo in quella situazione ci sarebbe potuta benissimo essere la sua squadra. O quando ha specificato che il gesto dimostri che il suo sia un gruppo di uomini veri.
Questo incontro, che non era un incontro per lo scudetto o i primi posti ma quello disperato di due piccoli club per la permanenza in A, ci riporta alla mente l’importanza dell’entusiasmo per una vittoria decisiva, anche nella piccola dimensione della lotta per la salvezza, che generalmente tiene incollati alla televisione i pochi tifosi delle piccole realtà locali, non meno desiderosi di sognare un’ascesa in grande stile nel futuro.

 Per questo, nei giorni in cui impazza la polemica per la Superlega, che vuole proporci un calcio come parata di loghi, ricordiamoci che il calcio è dei grandi e dei piccoli, soprattutto di chi merita. E manteniamo l’attenzione su questa foto, che racconta fino in fondo ciò che anche umanamente il campo sa raccontare, anche nei contesti più piccoli.

Fonte: l'autore Fanny Boninu

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