La macchina perfetta che è l’Inter di Conte

Analisi a 360° di una stagione tra le più strane della storia del calcio, nel bel mezzo della pandemia, che sta per riportare la Beneamata sul tetto d' Italia.

di Michele Toniolo
Michele Toniolo
(3 articoli pubblicati)

Dopo la vittoria sudata, sofferta, vissuta di ieri contro il Verona a San Siro l' Inter porta a casa 3 punti che ne valgono 9 e hanno il dolce gusto dello Scudetto, per la matematica ne bastano 5 dei restanti 15 disponibili, anche meno se gli avversari non le vinceranno tutte.  Con questo articolo voglio parlare di una squadra e di un tecnico troppo spesso bistrattati ma che stanno per compiere una impresa eccezionale, porre fine al dominio Juve dopo 9 anni consecutivi e farlo in un anno anomalo e terribile per il mondo in generale con grandi ripercussioni sullo sport dovute ai mancati ricavi, ai casi positivi dei calciatori al Covid 19 e al clima surreale nel quale le partite si sono giocate, dall' abitudine a giocare davanti a 80.000 spettatori a quella di avere solo i raccattapalle e sentire perfino il respiro dei calciatori in diretta tv nel silenzio assordante dello stadio.  A inizio stagione i nerazzurri partono a rilento con qualche alto e basso e qualche punto buttato qua e la e sembrano ancora risentire delle scorie dovute alla passata stagione intensissima e terminata ad agosto con la finale di Europa League e la frangia maggiore del tifo che avrebbe voluto la testa di Antonio Conte, professionista esemplare e vincente seriale (con la sola onta di aver giocato e avere anche allenato i rivali storici bianconeri) che in un solo anno dal suo insediamento in panchina ha riportato l' Inter a chiudere un punto dietro la Juve in campionato e a tornare a giocare una finale europea 10 anni dopo. Ma nel calcio si sa non c'e' mai tempo e a ogni passo falso non si fa altro che rimarcare che il mister sarebbe dovuto essere cambiato in estate. Come sempre storicamente l' ambiente Inter non è di facile gestione con fughe di notizie, presunti malumori di spogliatoio e critiche anche molto forti non necessarie e che fanno solo male. A dicembre l' Inter stenta in campionato e viene immeritatamente eliminata dalla Champions League e qui sembra essere il finimondo e l' avviarsi di una ennesima stagione triste per i cuori nerazzurri. Ma è proprio da quell' eliminazione cocente e terribile che ha fatto perdere più di qualche ora di sonno ai tifosi che qualcosa cambia, scocca la scintilla, i calciatori si guardano dentro e con un patto interno allo spogliatoio e chiarificatore con il Mister decidono: da oggi testa bassa e pedalare e un solo obiettivo in testa: lo Scudetto che manca da troppi anni al Biscione. E qui subentra la maestria di Conte, che riesce a ricompattare il gruppo facendo sentire tutti parte integrante del progetto, mette in campo una squadra vorace, determinata e decisa come negli ultimi anni non si era mai vista. Troppo difficile fare nomi perchè tutti meritano una menzione ma non si può non citare la crescita dei vari Skriniar, Bastoni, Hakimi,Barella, Lautaro, Lukaku, e la forza fisica e mentale dei gregari Darmian (decisivo anche ieri con un gol pesantissimo dopo essere entrato dalla panchina) D' Ambrosio, Ranocchia e tutti gli altri. L' Inter inanella 11 vittorie consecutive, simboliche quella nel derby con il Milan (3 a 0) e con la Juve (2 a 0) restituendo Eriksen al centro del gioco dopo qualche incomprensione di troppo con il tecnico dopo il suo arrivo a Milano. Questo gruppo dimostra di avere fame carattere e cattiveria agonistica e tanta classe, tutto legato a doppio filo con una sapiente gestione tattica da parte del mister. L' Inter si appresta quindi a tornare a vincere in Italia dopo anni di digiuno e di Pazza Inter perchè da queste parti lo si sa bene che la Beneamata non a caso ha il nome femminile perchè è proprio come una donna : pazza, bellissima e da amare nella vittoria come nella sconfitta perchè ha nel suo DNA il farti sorprese ma ti darà sempre una gioia immensa. E ora per completare il sogno manca un ultimo piccolissimo sforzo da fare e poi tutti insieme ognuno dal proprio divano o dal proprio giardino (e con la mascherina) potrà festeggiare la conquista del campionato più strano di sempre.

La fonte dell'articolo è l'autore Michele Toniolo

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