Il Cagliari e la gita di San Siro: il rispetto per il tifoso dov’è?

Il calcio moderno tra squadre che si scansano e non tirano in porta, che chiudono col 26% di possesso palla e dimenticano orgoglio e passione

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(134 articoli pubblicati)
Cagliari

Quando a San Siro il Cagliari presenta la formazione ufficiale qualcosa non torna. Giannetti passa da fuori rosa a terzino, Cossu, 38 anni, regista, attacco con Sau-Ceter mentre Pavoletti si accomoda in panchina. Il pensiero va subito ai tifosi sardi che si presentano in trasferta e devono, da subito, digerire un undici titolare "rimaneggiato".

L'Inter affronta la partita col piglio dell'allenamento, accelera e segna con Cancelo che indovina una punizione dove la difesa avversaria ha gli ex Andreolli e Miangue che come gli altri nove rossoblù stanno a guardare. I nerazzurri potrebbero dilagare ma l'imprecisione di Karamoh, talento imprevedibile e irriverente, si unisce agli errori di Icardi e i primi 45 minuti si chiudono con un misero 1-0. L'impegno dell'Inter non aumenta nella frazione di gara, ma ogni qualvolta si attacca arriva un pericolo. Il divario di classe tra le due squadre è elevato ma vedere un Cagliari che mai oltrepassa la linea di centrocampo per impensierire Handanovic fa annoiare.

Icardi, gol numero 25 in Serie A e record personale, Brozovic, perla con un tocco delicatissimo e Perisic con un tiro dalla distanza fissano il punteggio sul 4-0, con il Cagliari che chiude la partita con un ridicolo 26% di possesso palla. La squadra di Lopez si giustifica con il pensiero alla partita col Bologna, quasi fosse una finale di Champions, ignorando che il calendario rossoblu comprende da qui alla fine la Roma e l'Atalanta in casa e le trasferte di Genova e Firenze per Sampdoria e Fiorentina, tutte squadre in lotta per l'Europa, con i tifosi che vogliono dimenticare figuracce come contro il Torino.

Il margine salvezza è di appena 5 punti sul Crotone che ha nel proprio calendario Udinese, Sassuolo e Chievo, con la squadra di Zenga che l'orgoglio riesce a mostrarlo più spesso della squadra di Giulini. Fa rabbrividire, o vergognare, vedere un Cagliari pronto a scansarsi con le grandi, quasi fosse indifferente per i giocatori indossare prima della partita la splendida maglia che omaggia lo scudetto arrivato il 12 aprile 1970. Altro calcio, altro cuore e altro orgoglio.

Brozovic
Fonte: l'autore Francesco Fiori

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.