Ii torneo più lungo del mondo tra annunci , minacce e smentite

Il calcio: il gioco creato dai poveri e rubato dai ricchi

di Davide Peruzzi
Davide Peruzzi
(6 articoli pubblicati)

Domenica notte, collegato su una nota emittente televisiva, ascoltavo il presentatore che annunciava un ipotetico ed epocale cambio del gioco del calcio...era stata creata, tra annunci che si susseguivano minuto dopo minuto, la Superleague, composta dalle 12/15 società europee più forti a detta dei più..torneo legato specialmente agli scopi economici e non sportivi di ogni singolo club...mi sono domandato in questi giorni cosa abbia spinto i presidenti di Real Juve Barcellona e via seguendo a ideare un torneo, che senza meritocrazia, avrebbe ripianato si i debiti monster delle società interessate e tranquillizzato i propri azionisti ma avrebbe dilaniato i valori che questo sport, dai campi di quartiere a quelli più famosi del mondo, ha sempre insegnato...valori di lealtà, di amicizia, di socializzazione. Evidentemente oggi ho avuto una visione più chiara...ormai il calcio rappresenta la società in cui viviamo e la rispecchia nei suoi più grandi fallimenti..si è trasformato tutto in una corsa a chi guadagna di più, a chi eleva alla potenza gli introiti...anche non facendo combaciare il più delle volte i ricavi con le spese, delineando uno scenario catastrofico tra fallimenti e default...e allora provo a immaginare chiudendo gli occhi due pietre per strada, ragazzini che si rincorrono per raggiungere l'unico obiettivo...tirare un calcio ad un pallone e realizzare quell'azione che li porterà a gridare la parola più entusiasmante che possa esistere...GOAL! È vero sono romantico e soprattutto nostalgico ma sono cresciuto sognando di realizzare quell'azione descritta e magari di riviverla in uno stadio vero, tra la gente della mia città, della mia squadra, perché in fin dei conti in quel rettangolo verde si abbandonano per 90 minuti problemi personali, preoccupazioni quotidiane e si vive in estasi tra adrenalina, gioia o amarezza. Rimpiango le partite la domenica, tutte allo stesso orario da sentire alla radio, la schedina e l'attesa di vedere trepidante 90° minuto, le magliette senza nomi numerate in maniera standard e non che arrivano come la tombola oltre gli ottanta. Ridateci il calcio! Scusatemi con il mio romanticismo e torniamo a parlare di superlega vista come un'iniezione milionaria ai conti in rosso di tutte le presunte big...il discorso è noto e semplice, basterebbe fare con ciò che si ricava, investire nei propri settori giovanili e non andare alla ricerca del nome altisonante...è chiaro che un giocatore da solo non vince trofei collettivi..esempio lampante l'affare Ronaldo Juve dove alla conclusione del triennio nessuno ha portato vittorie a casa ma soltanto cocenti delusioni...prendiamo per esempio il Milan, che con la proprietà cinese, seguito successivamente dall'inter, ha acquistato giocatori in quantità industriale e ora si ritrova ad aggrapparsi a ibra pur sempre ibra ma pur sempre 40enne..e allora anziché creare un torneo con attrazione più per le televisioni, le banche e gli investitori, create una serie A competitiva.. lasciate libertà di espressione agli ultras, alle famiglie, colorate gli stadi ormai vuoti e fatiscenti e non perdetevi dietro la burocrazia. Suddividete i soldi in maniera equa per evitare di vedere grandi piazze crollare in serie minori, date alle piccole squadre la possibilità di sognare perché se è vero che è un sogno, che importa, mi piace e voglio continuare a sognare. 

Fonte: l'autore Davide Peruzzi

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