Icardi a “difesa” del ruolo del centravanti

Maurito è sempre di più l'emblema della prima punta classica che vive per il goal

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(153 articoli pubblicati)
FC Internazionale v Torino FC - Serie A

Per un attaccante segnare non è importante, è l'unica cosa che conta. Questa è la verità per ogni bomber a qualsiasi latitudine calcistica che si tratti di professionismo o di dilettantismo.

Di questa bulimia da goal non è certo immune Mauro Icardi, anzi il capitano dell'Inter è uno dei principali candidati al ruolo di Re dei centravanti del futuro prossimo venturo.

I numeri di Mauro sono già comunque impressionanti. Ma prima ancora di analizzarli al numero 9 neroazzuro va il ringraziamento per essersi erto a difesa di una specie in via d'estinzione come quella della prima punta in un epoca in cui il "falso nueve" è diventato qualcosa più che un semplice  esperimento circoscritto al tiki-taka

Icardi che con l'Inter ha messo a segno 117 goal in 195 presenze (di cui 7 marcature in questo avvio di stagione) ha saputo superare i contrasti con la propria tifoseria fino ad arrivare a prendersi la fascia di capitano e portare chi lo contestava dalla propria parte a suon di goal.

Il mestiere del centravanti è piuttosto delicato in quanto vive sull'equilibrio precario che segna la differenza tra una gara chiusa segnando o meno. Un vero numero 9 non sarà mai felice di restare a bocca asciutta nei novanta minuti, poi probabilmente davanti ai microfoni tesserà le lodi dell'importanza del successo di squadra, ma in cuor suo la delusione per i goal mancanti sarà viva e vivida dato che l'attaccante vive per segnare e dalle reti realizzate dipende il proprio futuro professionale.

Icardi era salito agli onori delle cronache per motivi extra-calcistici ma non va dimenticato che gossip d'inizio carriera a parte Maurito era stato in grado realizzare una quarantina di goal in una settantina di presenze con la Sampdoria (inclusa sia la prima squadra che la formazione primavera ligure) senza citare le marcature a grappoli nel periodo della cantera a Barcellona.

Ora che sembra anche aver raggiunto la maturità fuori dal campo è conseguenza naturale che sul rettangolo di gioco Mauro appaia più sicuro ed affrancato da ogni timore reverenziale come lo dimostra il cammino entusiasmante in Champions League (competizione nella quale Mauro non aveva mai giocato prima di questa stagione) e anche la prima rete con la maglia della Nazionale Argentina nella sfida amichevole vinta contro il Messico. Proprio con la nazionale albiceleste Maurito ha vissuto un periodo di grande tensione in quanto sembrava essere straniero in patria con molte personalità influenti del calcio argentino che ne osteggiavano la chiamata da parte dei vari selezionatori argentini.

In conclusione quello che è chiaro è che Mauro è un guerriero e nonostante le cadute subite ha saputo, proprio come diceva Hemingway, essere più forte nei punti in cui il mondo lo ha spezzato.

FC Internazionale v Tottenham Hotspur -
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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