Gol dalla difesa: il curioso caso di Stefan de Vrij

Il difensore olandese spicca non soltanto per le doti difensive. In attacco sa farsi valere come nessuno…

di Carlo Forciniti
Carlo Forciniti
(26 articoli pubblicati)
SS Lazio v AC Chievo Verona - Serie A

Se tre indizi fanno una prova, cinque profumano di sentenza di Cassazione.

Nella Lazio che vanta il miglior attacco della Serie A, che ha in Immobile il Re (momentaneo) dei bomber, in Milinkovic-Savic lo smeraldo più prezioso e nel duo Luis Alberto-Felipe Anderson un tandem di assoluta qualità, figura anche l’apporto insospettabile di Stefan de Vrij.

Sia chiaro, le sue qualità difensive sono ben note. Nella propria metà campo il contributo del centrale di Ouderkerk san den IJssel, cittadina del Sud dell’Olanda, si attesta su livelli assoluti ed al di sopra di ogni sospetto. Non è un caso che abbia gli occhi di tante big europee puntati addosso.

THE DUTCH SNIPER E’ in attacco, però, che l’ex Feyenoord spicca per una statistica del tutto particolare, tanto da farne, paradossalmente, uno dei pericoli principali quando si aggira nell’area di rigore avversaria.

De Vrij, infatti, fino all’ultimo gol realizzato in ordine cronologico, quello del provvisorio 3-2 contro il Benevento nel turno pre pasquale, aveva sempre segnato ogni volta che aveva tirato in porta. Cinque reti in altrettanti tentativi. E pazienza se proprio contro i campani ha sporcato la media immacolata con un altro tentativo che, però, è finito tra le braccia di Brignoli.

Se Immobile, dunque, è l’uomo dal gol facile, il difensore il cui contratto con la società biancoceleste scadrà a fine giugno, è il giocatore che sotto porta non sbaglia praticamente mai. Una versione olandese rivisitata in campo sportivo del classico American Sniper. Un cecchino infallibile.

Il prologo di tanta concretezza si è avuto alla quinta giornata di andata, quando il gol dell’1-0 di de Vrij non servì alla Lazio per fermare un Napoli in serata di grazia. Meglio riprovarci, deve aver pensato Stefan che due giornate più tardi mette lo zampino contro il Sassuolo segnando il gol del provvisorio 2-1 che dà il via alla goleada che si ferma solo sul 6-1 definitivo. Il resto è storia più o meno recente. Alla quattordicesima giornata è sua la rete dell’1-1 contro la Fiorentina. Dieci giornate dopo, si ripete contro il Napoli ma ancora una volta gli azzurri non pagano dazio all’efficacia offensiva dell’olandese.

L’ultimo hurrà, in ordine temporale, è la rete già citata contro il Benevento a completare un percorso senza macchia: cinque tiri in porta, cinque gol. Come, anzi meglio del più spietato degli attaccanti.

Una sentenza di Cassazione che fa del 26enne olandese il difensore che più ha segnato in questo campionato ed uno degli oggetti del desiderio dell’Inter che vuole ripartire da lui per tornare al top. Su de Vrij, pare si sia mosso da tempo anche il Barcellona, smanioso di rinverdire la tradizione di olandesi che tanto bene hanno fatto in passato con la maglia blaugrana. 

Il libro sul futuro è ancora tutto da scrivere. Quello su di un piccolo, grande e curioso record è già realtà. Perché se tre indizi fanno una prova, figuratevi cinque. Come i suoi gol in altrettanti tentativi. 

SS Lazio v ACF Fiorentina - Serie A
Fonte: l'autore Carlo Forciniti

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