Flop delle big: stiamo vivendo un Mondiale “ignorante”?

Le sorprese sono tantissime. E probabilmente non sono finite

di Antonio Casu
Antonio Casu
(33 articoli pubblicati)
Germany v Mexico Group F - 2018 FIFA Wor

Lo sapevamo fin dall'inizio: un Mondiale senza nazionali del calibro di Italia, Olanda e Cile non poteva essere un Mondiale normale. Se a questo si aggiunge l'insolita presenza del Panama e gli strani risultati dei primi giorni, il quadro è completo: prepariamoci a vivere davvero di tutto. Da quando esiste la competizione non è mai successo che a vincere sia stata un'underdog totalmente snobbata dai pronostici. Lo erano forse l'Italia del 1982 e quella del 2006, ma la tradizione calcistica del nostro Paese non consente di fare un'affermazione del genere. Stiamo parlando di sottovalutati, molto sottovaluti.  Veri e propri underdog. Come erano Danimarca e Grecia, vincitrici dell'Europeo nel 1992 e nel 2004. Oppure il Leicester di Ranieri, trionfatore in Premier League nel 2016. Sennò il Verona di Bagnoli, campione d'Italia nel 1987. Insomma, non ci accontentiamo di Portogallo, Croazia o Colombia. Sarebbero imprese straordinarie ed emozionanti, ma vogliamo spingerci ancora oltre.  Fino ad arrivare all'Islanda, il Messico e la Polonia. Oppure addirittura a Panama e Arabia Saudita, quelle che con ogni probabilità sono le squadre meno forti del torneo. Quante possibilità ci sono che vinca una delle citate? Poche, se si pensa alle prime tre.  Pochissime, per le seconde. Quasi nessuna, per le ultime due. Ma questa potrebbe essere la volta buona. 

È vero: le big del Mondiale partono spesso col freno a mano tirato e la Spagna, vincitrice nel 2010 dopo esser stata sconfitta all'esordio dalla Svizzera, è un ottimo esempio, ma in questo caso l'anomalia si sta trasformando in regola. Soffrono tutte, o quasi. Dall'Uruguay alla Francia, messe in grande difficoltà da Egitto e Australia, all'Argentina e il Brasile, bloccate da Islanda e Svizzera. C'è chi ha addirittura perso, come è successo alla Germania col Messico. Portagallo e Spagna, invece, se le sono date di santa ragione e hanno evidenziato pregi notevoli e limiti altrettanto significativi nel 3-3 dell'incrocio diretto. In attesa di Belgio e Inghilterra, impegnate nella giornata di oggi, tutte le favorite alla vittoria finale hanno deluso o non hanno entusiasmato. È prestissimo per trarre delle conclusioni, ma è il momento giusto per sognare e volare in alto con la fantasia.  Il torneo non ha (ancora) un dominatore e il grande livellamento che ha caratterizzato i primi incroci potrebbe essere un segnale straordinario. La campagna in Russia potrebbe diventare stranissima per tutti. Addirittura assurda. Questo potrebbe essere il Mondiale più ignorante di sempre e in attesa che qualcuno ci smentisca non è vietato immaginare una conclusione romantica che non dimenticheremmo mai. Tutto è possibile. davvero tutto.  L'Islanda campione del mondo, per esempio, è dato a 126.00.  Il Panama a 1000. L'Arabia Saudita addirittura a 5000. Puntateci qualche euro, fatelo finché non sarà troppo tardi: non si sa mai. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

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