Il re dei bomber Federico Cardella riparte dal Pineto e punta in alto

L'attaccante romano ha lasciato il Lazio per intraprendere una nuova avventura in Abruzzo con l'obiettivo di tornare tra i professionisti: l'intervista

di Davide Maddaluno
Davide Maddaluno
(46 articoli pubblicati)

Gli è bastata la prima amichevole per inaugurare con il suo marchio di fabbrica, il goal, la nuova avventura in terra abruzzese. Federico Cardella, bomber capitolino che abbina classe, potenza e cinismo, è da poche settimane il nuovo attaccante del Pineto, la squadra che qualche mese fa ha interrotto la cavalcata play-off del suo CynthiaAlbalonga. Prima della partenza per il ritiro, il forte centravanti che nelle ultime due stagioni ha messo a segno 39 reti nei gironi F e G, ha ripercorso le tappe salienti relative alle ultime esperienze e si proietta ad un futuro prossimo da protagonista.

Inevitabile partire dai condizionamenti legati al Covid che comunque non hanno pregiudicato a Cardella di confermarsi tra i calciatori dalla media realizzativa più alta: “È stato sicuramente un anno particolare, venivamo da una brusca interruzione per colpa di questo maledetto virus che ormai da quasi due anni fa parte di noi – spiega ai nostri microfoni – Siamo stati fermi molto più del previsto, 4/5 mesi sono tantissimi per un calciatore, quindi eravamo un po’ preoccupati per le nostre condizioni fisiche e avevamo paura di doverci ritrovare davanti ad un nuovo stop! Il Girone F, tra l’altro,  è stato tra quelli se non quello più colpito, ci siamo fermati diversi volte con la speranza che si potesse continuare tutte con lo stesso numero di partite ma ad un certo punto del campionato sembrava impossibile e chi stava bene giocava mentre le altre erano costrette allo stop. Una cosa anomala per tutti noi ma fondamentalmente non c’era altra soluzione, il campionato doveva continuare per forza ma squadre come Pineto e Castelnuovo sono state veramente penalizzate da questa situazione. Hanno dovuto fare 2-3 partite a settimana per recuperare. E tante volte la stanchezza si è fatta sentire, perché arrivavano affaticati a giocare la terza sfida contro una squadra che magari era fresca. Noi alla CynthiaAlbalonga siamo stati fortunati perché non abbiamo mai avuto problemi e questo sicuramente ci ha aiutato. È stato comunque un campionato falsato anche se per me l’avrebbe vinto comunque il Campobasso“.

Dal punto di vista personale, come detto un’annata da standing ovation con perle balistiche da copertina televisiva e tanti altri bei goal da dedicare ai familiari e alla fidanzata Eleonora: “Per quanto riguarda l’annata passata penso sia stata abbastanza positiva, avevamo una buona squadra e abbiamo meritatamente centrato i play-off. Rigiocherei volentieri la Semifinale contro il Pineto (anche se ormai faccio parte di Loro ). Personalmente penso di aver fatto una bella stagione vincendo il titolo di capocannoniere e per questo voglio ringraziare tutti i miei ex compagni che mi hanno aiutato a raggiungere questo traguardo. Il gol più bello? Senza dubbio quello (da distanza siderale, ndr) contro il Matese“.

Tra passato e futuro: “Dopo promozione e salvezza con il Ladispoli, Latina (nell’annata interrotta per Covid) mi ha fatto crescere sotto il punto di vista umano, piazze così ti fortificano e ti spingono a crescere sia mentalmente che calcisticamente. Questo spero possa essere un anno importante per la mia carriera, penso di essere nel momento di maggior maturità e vorrei regalarmi un bella soddisfazione, soprattutto a livello collettivo.  Volevo fare un’esperienza fuori dal Lazio e Pineto per me è sempre stata la prima scelta, mi hanno voluto subito e sono contento di essere qu, in una delle società più importanti e serie che ci sono in D“.

Con un sogno nel cuore ancora alla portata, avere l’opportunità di dimostrare da atleta maturo le proprie capacità in Lega Pro: “Per quanto riguarda il professionismo, si, continuo a dire che fino all’ultimo giorno in cui giocherò a calcio il mio obiettivo sarà quello di tornare nel professionismo – conclude il romano classe ’94 – ma solo con un umiltà e lavoro posso riuscirci“. Gli ingredienti giusti, insomma, per poterlo fare quanto prima, magari proprio col Pineto.

Fonte: l'autore Davide Maddaluno

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