Euro2020: Azzurri campioni d’Europa, sono loro le stelle di Wembley

Gli Azzurri sono campioni d’Europa, Inghilterra sconfitta ai rigori (4-3) dalla forza del gruppo e da uno strabiliante e decisivo Donnarumma.

di Chiara Piotto
Chiara Piotto
(40 articoli pubblicati)

11 luglio 2021... una data indelebile, dal sapore dolce e intenso, una notte d’estate che sa di sogno diventato realtà... sì perché il cielo sopra allo stadio di Wembley si tinge d’azzurro: l’Italia è campione d’Europa!

Una storia da raccontare, ma di quelle belle, di quelle che ti rimangono dentro perché hanno un significato pesante, profondo.

Nella cornice di Wembley che raffigura uno stadio pronto a tifare, il calore, l’emozione trasmessa dagli spalti, il cantare uniti, quella bolgia tutta inglese alzata a pochi minuti dall’inizio alla rete di Shaw che accende subito l’entusiasmo degli inglesi spegnendo quello azzurro. Poi il gol di Bonucci al 67° che riaccende le speranze, supplementari, ma non basta… rigori. Tutto nelle mani del destino, lo stadio che tuona, mette pressione alla squadra di Mancini, i fischi, le gambe che tremano quando si arriva al dischetto, i rigori mancati da Belotti e Jorginho, quella parata, anzi la parata di Donnarumma che impedisce a Saka di andare a centro e lo stadio ammutolito… e poi quella gioia, quelle voci, quelle lacrime che dicono tanto, se non tutto perché è solo quando si sa soffrire che si impara a vincere.

Raccontiamo di determinazione, carattere, tecnica, passione, ma soprattutto di gruppo, la chiave di quest’Italia: amici, famiglia e quindi compagni. Un gruppo che il folle visionario Mancini ha saputo rendere coeso e compatto, portando con se in questo viaggio europeo ventisei uomini ricchi di valori. Ciò lo si vede dagli occhi di questi ragazzi che hanno regalato emozioni pure e genuine, da un saluto alla mamma, dalle loro parole incredule, ma allo stesso tempo consapevoli di quello che hanno ottenuto con la tenacia e la forza. 

E quel concetto, quella qualità con cui i giocatori descrivono il tecnico azzurro, il suo essere umano.  L’umanità… già, sempre più rara in un mondo in cui regna l’individualismo e l’indifferenza, in cui la comprensione verso il prossimo è diventata un processo assai complesso, quasi scientifico, difficile da mettere in pratica. Forse da ciò bisognerebbe imparare, perché lo sport insegna, unisce, lancia messaggi forti, diretti e quello comunicato dagli Azzurri lo è. E allora guardiamo, osserviamo, impariamo cerchiamo di estrapolare messaggi positivi anche dal calcio che possano farci rendere conto di ciò che ci circonda per poter migliorare la società, per poter migliorare noi stessi.

In questo mix di emozioni indescrivibili non ci resta che fare un sorriso grande e goderci in cima al tetto d’Europa questa notte stellata, come se fosse un dipinto di Van Gogh, e incorniciarla per raccontarla e raccontarla perché dopo tanto, forse troppo, tempo ricorda un po’ una di quelle… notti magiche!

Fonte: l'autore Chiara Piotto

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