Doppio ruggito dell’Ucraina, 2-1 alla Macedonia del Nord

I gol di Yarmolenko e Yaremchuk nel primo tempo condannano i balcanici all'eliminazione dopo 2 partite. Inutile per i nord macedoni il gol di Alioski

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(215 articoli pubblicati)

Terminano a Bucarest i sogni di gloria della Macedonia del Nord. All'Arena Națională, l'Ucraina di Shevchenko s'impone per 2-1 sulla selezione del ct Angelovski e resta aggrappata al sogno qualificazione, estromettendo i nord macedoni dalla corsa agli ottavi di finale. Gara molto equilibrata e giocata a viso aperto da entrambe le squadre, ma alla fine ha prevalso la squadra che aveva maggiore qualità tra le due. Al di là dell'eliminazione, i Leoni Rossi hanno disputato una competizione più che dignitosa alla loro prima partecipazione in assoluto, mettendo paura a squadre ben più quotate come Austria e Ucraina in queste prime due partite. Peccato che, nell'ultima partita del girone, Goran Pandev, la stella indiscussa della squadra ed eroe del Triplete dell'Inter nel 2010, potrebbe dire addio al calcio giocato.

Rispetto alla prima partita, pochi sono stati i cambiamenti attuati dai due ct: nell'Ucraina fuori l'infortunato Zubkov e Sydorchuk in favore di Shaparenko e Stepanenko, mentre nella Macedonia del Nord si è seduto in panchina l'ex palermitano Trajkovski per far spazio a Spirovski, con il conseguente spostamento di Elmas in avanti al fianco di Pandev. Il primo squillo della partita lo regala al 7' l'Ucraina con Malinovskyi, il cui sinistro al vetriolo dalla distanza viene ben disinnescato in corner dal portiere Dimitrievski. Al 27', è Yarmolenko a rendersi pericoloso nell'area nord macedone, ben imbeccato da Malinovskyi, ma prima Dimitrievski e poi Musliu negano la gioia del gol all'esterno d'attacco del West Ham. Gioia, però, soltanto rimandata, perché 1' dopo, sugli sviluppi del corner successivo, Yarmolenko spunta alle spalle di tutti sul pallone vagante davanti la porta e lo spinge in rete per l'1-0 ucraino. Al 33', sarà ancora Yarmolenko a propiziare la rete del raddoppio realizzata da Yaremchuk, il quale, ben suggerito dal compagno, non ha problemi nel battere il portiere con un piazzato sul primo palo. 2-0 e gara in discesa. Al 38', la Macedonia del Nord sarebbe pure riuscita a riaprire la partita con Pandev, il quale, lanciato in profondità da Bardhi, aveva beffato Bushchan con uno scavetto d'autore, ma l'urlo di gioia gli si strozza in gola per una segnalazione di fuorigioco. Scampato il pericolo, al 39', l'Ucraina va vicinissima a chiudere il discorso già nel primo tempo con Karavaev su assist di Zinchenko, ma la sua conclusione in diagonale deviata da Velkovski viene bloccata in due tempi dall'estremo difensore. 

Nella ripresa, la Macedonia del Nord sa che non ha più tempo da perdere e si getta in attacco alla disperata per recuperare il doppio svantaggio maturato nel primo tempo. Al 46', è Ademi ad avere la palla buona per l'1-2 che potrebbe cambiare la partita, ma Bushchan ha un riflesso straordinario sul suo rasoterra angolato in area. L'Ucraina non vuole subire passivamente e prova a chiudere la partita al 50' con un bel calcio di punizione di Malinovskyi, su cui Dimitrievski è strepitoso nel deviare in angolo. Al 54', la Macedonia del Nord riesce a conquistarsi un calcio di rigore con Pandev, steso in area da Karavaev sul tiro del neo-entrato Trajkovski deviato da Bushchan e respinto dalla traversa. Dal dischetto, Alioski realizza in due tempi la massima punizione al 56', facendosi trovare pronto sulla respinta del portiere ucraino. Al 67'Trajkovski ancora pericoloso dalla distanza, ma Bushchan è ancora bravo a dirgli di no. Malinovskyi ha due occasioni colossali per chiudere il match: sulla prima al 64', bravo Dimitrievski a respingergli una violenta conclusione ravvicinata; sulla seconda all'80', il portiere nord macedone gli neutralizza un calcio di rigore che lui stesso si era procurato per fallo di mano di Avramovski in area. 

Al triplice fischio, l'Ucraina può tirare un sospiro di sollievo e giocarsi la qualificazione agli ottavi con l'Austria; per la Macedonia del Nord, la fine di un sogno bellissimo.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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