Paura e delirio a Copenhagen: Croazia – Spagna 3-5 ai supplementari

Tempi regolamentari terminati sul 3-3, con la Croazia che acciuffa il pari in pieno recupero. Ai supplementari, Morata e Oyarzabal firmano la vittoria iberica

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
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Pazzo pomeriggio in quel di Copenhagen. Al Telia Parken, la Spagna di Luis Enrique va sotto, ribalta la situazione, si fa riacciuffare in pieno recupero e poi archivia ai supplementari la pratica Croazia con un rocambolesco 5-3. Una vera e propria battaglia di 120', dove a farla da padrone sono stati i limiti di entrambe le compagini a livello difensivo, cosa che ha contribuito sicuramente a rendere più godibile lo spettacolo visto in campo. 10 gol segnati nelle ultime due partite per le Furie Rosse, il che significa che i problemi offensivi per le bocche di fuoco iberiche fanno ormai parte del passato, così come le critiche e le minacce nei confronti di Morata, vero e proprio ago della bilancia del confronto nei tempi supplementari. Grandi rimpianti per la Croazia che, oltre a non aver saputo amministrare il vantaggio ottenuto in maniera fortunosa, ha subito un crollo verticale nei tempi supplementari, vanificando una rimonta eroica.

Il ct croato Dalic, per fronteggiare le assenze di Lovren per squalifica e di Perisic positivo al Covid-19, ha dovuto ridisegnare la squadra, passando dal classico 4-2-3-1 ad un più pratico 4-3-3: Caleta-Car al centro della difesa e Rebic esterno puro d'attacco a sinistra, con le conferme da titolari per Juranovic, Petkovic e Vlasic. Luis Enrique, invece, decide di far sedere in panchina Jordi Alba e Gerard Moreno per lanciare Gaya e Ferran Torres, mentre viene confermato Eric Garcia al centro della difesa al posto di Pau Torres. A partire forte è la Spagna, che al 15' spreca con Koke il pallone del vantaggio con il tiro da posizione ravvicinata respinto da Livakovic con i piedi. Al 28', le Furie Rosse combinano la frittata: retropassaggio da centrocampo di Pedri e Unai Simon sbaglia il controllo, con il pallone che finisce in rete tra gli sguardi increduli dei presenti allo stadio. Con l'1-0 ottenuto, la Croazia prova a gestire pallone e ritmi di gioco, ma al 38' la Spagna riesce a trovare il gol del pari con Sarabia, bravo a ribadire in rete la respinta corta di Livakovic sul bolide dal limite sganciato da Gaya

La ripresa comincia così com'è finito il primo tempo e la Spagna firma il sorpasso al 57' con Azpilicueta, che anticipa bene Gvardiol di testa sul cross di Ferran Torres dalla sinistra e non lascia scampo a Livakovic. Al 77', arriva anche il gol del 3-1 firmato da Ferran Torres, il quale ha approfittato della dormita di Gvardiol sul lancio di Laporte per trafiggere il portiere croato da buona posizione. La pratica sembra archiviata, ma Dalic dalla panchina pesca i jolly Orsic e Pasalic e saranno loro a firmare un'epica rimonta nel giro di 7': prima è Orsic all'85' a ribadire in rete con la forza un pallone rimasto invischiato in una selva di gambe nell'area piccola spagnola dopo una splendida azione personale di Modric sulla destra; infine, al 92', Orsic pesca con un cross dalla sinistra al bacio Pasalic, abile ad inserirsi dalle retrovie e battere imparabilmente di testa Simon, portando così la gara ai supplementari.

La Croazia, spinta dalle ali dell'entusiasmo, sembra poter firmare il controsorpasso, ma al 96', Kramaric sbatte sul muro eretto da Simon e la partita cambia nuovamente di inerzia. Al 100', infatti, arriva il nuovo vantaggio spagnolo: cross dalla destra di Dani Olmo, Brekalo salta a vuoto e Morata ha tutto il tempo per controllare e spaccare la porta con una conclusione potente e precisa che s'infila sotto la traversa. Il colpo del KO definitivo lo firmerà Oyarzabal con una conclusione mancina da distanza ravvicinata al 103', ancora su assist di uno scatenato Dani Olmo. Dani Olmo che, al 120', ha avuto pure l'occasione per mettere il suo nome nell'elenco dei marcatori, ma il suo tiro a giro s'infrange sul palo.

Al triplice fischio, la Spagna può tirare un sospiro di sollievo e godersi il meritato passaggio ai quarti da giocarsi a San Pietroburgo. Peccato per la Croazia, ad un passo dall'impresa.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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