Le 24 protagoniste di Euro 2020 (parte 6)

Focus sulle partecipanti alla massima rassegna continentale per nazioni

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(186 articoli pubblicati)

GRUPPO F

FRANCIA: I campioni del Mondo in carica si presentano agli Europei come la favorita numero uno per la vittoria, senza ulteriori giri di parole. La rosa che ha a disposizione il ct Deschamps è una vera e propria corazzata che può permettersi anche il lusso di fare a meno di calciatori come Martial, Theo Hernandez, Ndombele e Upamecano senza troppi rimorsi. Il ritorno di Benzema al centro dell'attacco è la ciliegina sulla torta che mancava ad una squadra completa in tutti i reparti. Certo, resta da valutare la tenuta di Pogba, reduce dalla peggiore stagione della sua carriera, così come l'impatto con la kermesse di Rabiot, mai convincente del tutto alla Juve, ma diverse sono state le conferme dal punto di vista del rendimento, come Kanté, Mbappé, Griezmann, Coman e Giroud. In difesa, con un Umtiti in meno e Laporte passato alla Spagna, sarà Kimpembe a completare il quartetto difensivo davanti a Lloris con Lucas Hernandez, Pavard e Varane. I Bleus hanno il dovere di arrivare fino in fondo e vendicare la clamorosa beffa di Saint Denis di 5 anni fa contro il Portogallo. La doppietta Mondiale-Europeo è più che fattibile.

PORTOGALLO: Cristiano Ronaldo è pronto per il bis. Il trionfo di 5 anni fa in Francia contro i transalpini in finale non è stato un caso e i lusitani di Fernando Santos sono pronti a dimostrarlo sul campo. È una Nazionale rinnovata in gran parte degli interpreti quella portoghese, anche se giocatori avanti con gli anni come lo stesso CR7, Pepe e José Fonte risultano ancora irrinunciabili. Joao Cancelo è chiamato al suo primo grande torneo con la Nazionale, dove dovrà confermare i progressi registrati nei suoi due anni passati al City. A centrocampo, Bruno Fernandes, giunto all'apice della sua carriera, dovrà essere il faro con le sue giocate illuminanti insieme a Bernardo Silva, mentre Joao Felix dovrà regalare imprevedibilità all'attacco con la sua fantasia. C'è molta curiosità intorno ad André Silva, reduce da una stagione da 29 gol e 10 assist tra campionato e coppe con l'Eintracht di Francoforte. I lusitani possono riconfermarsi sul tetto d'Europa, ma molto dipenderà dalla tenuta mentale dei suoi interpreti nei primi momenti di difficoltà e il girone di ferro è un ottimo banco di prova prima della fase ad eliminazione diretta.

GERMANIA: Strano a dirsi, ma la Germania è una squadra che si presenterà ad Euro 2020 con meno certezze del solito. Joachim Loew, alla sua ultima esperienza da ct prima di lasciare il timone ad Hans-Dieter Flick, si ritrova per le mani una rosa amorfa e fragile, cosa che lo ha costretto a richiamare Thomas Mueller e Mats Hummels per avere maggiore sicurezza. La difesa è un rebus: Neuer in porta è una certezza, ma il solo Hummels potrebbe non bastare per creare maggiore amalgama con Ruediger ed Emre Can. A centrocampo, Kroos, Gundogan, Goretzka e Kimmich sono una batteria con pochi eguali al Mondo, ma hanno problemi a coesistere tra loro. Sulle fasce, Klostermann e Gosens sono chiamati a replicare quanto di buono fatto vedere con i rispettivi club di appartenenza. In attacco, ci sono le grane Werner e Havertz: Champions League vinta a parte, al Chelsea non hanno dato le giuste garanzie e questo potrebbe ripetersi anche con la Mannschaft. Per questo motivo, Sané e Gnabry, insieme a Mueller, dovranno garantire i gol necessari per andare il più avanti possibile nella competizione. Se riuscirà a sbloccarsi psicologicamente, la Germania potrebbe diventare una seria contendente al titolo.

UNGHERIA: Poco da dire sulla modesta compagine allenata dall'italiano Marco Rossi. Le assenze per infortunio di Szoboszlai e Kalmar sono stati un fulmine a ciel sereno per chi deve affrontare il girone di ferro della competizione. I soli Gulacsi, Nagy e Kleinheisler non potranno mai bastare come leader tecnici e la scarsa vena realizzativa di Szalai è un problema che ancora non ha trovato soluzione. La qualificazione agli ottavi sarebbe un vero e proprio miracolo sportivo, come lo fu 5 anni fa in Francia. 

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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