La blandizia di Eriksen in un derby passionale fa ridere Conte

Inter in semifinale di Coppa Italia: battuto il Milan per 2-1 in un derby bollente; decide una perla del danese. Ibra fa e disfa: che rissa con Lukaku.

di Gino Plinius
Gino Plinius
(12 articoli pubblicati)
Inter

Un antico proverbio dice: "Il fuoco nel cuore manda fumo nella testa".

Entrambe le squadre hanno giocato questo derby con il fuoco: non contava solo la semifinale di Coppa Italia, è sempre un derby e vincerlo da gusto e morale. 

Il fuoco nel cuore si sa manda tanto fumo nella testa e così è successo nella rissa tra i due giganti: Ibrahimovic e Lukaku. 

In un primo tempo sornione quanto equilibrato, il Milan passa in vantaggio proprio con Ibra che approfittando di uno svarione in marcatura di Kolarov (sì, ancora lui dopo il derby d'andata di campionato) con un tocco da biliardo  trafigge Handanovic. 

Minuto 44: Lukaku subisce un fallo da Romagnoli, il belga interista discute col capitano rossonero e nell'area di rigore rossonera sopraggiunge Ibrahimovic che in difesa di Romagnoli, inizia a provocare Lukaku con un "ti do 50 sterline ad ogni passaggio stoppato bene" e ridacchiava, il belga non la prende bene e ribatte con "smettila di ridermi in faccia". Ibra rincara la dose passando a frasi forti: "Tornatene a fare i riti voodoo, piccolo asino." Lukaku mai visto così nervoso lo affronta: "Stai parlando di mia madre, figlio di…. ". Ibra insiste e vanno faccia e faccia come se fosse uno scontro tra titani. Valeri li ammonisce entrambi, cartellino pesante per entrambi. Il clima rovente ancora non si attenua e come due bulli da circoletto di un Bronx si danno appuntamento negli spogliatoi "ti aspetto dentro, vieni dentro", i due vengono poi accompagnati e portati lontano dai compagni di squadra. Non si sono mai sopportati fin dai tempi di Manchester. 

Il fuoco nel cuore manda fumo nella testa di Ibra per dire a Lukaku cose infime. 

Il fuoco nel cuore manda fumo nella testa di Lukaku che per reazione d'orgoglio non ci ha visto più. 

Da lì per il secondo tempo esce un derby vivo e combattuto. Quel fumo però sembra esser rimasto nella testa di Ibra, apparso ancora nervoso e con un fallo a centrocampo in raddoppio su Kolarov, si fa ammonire per la seconda volta facendosi espellere, lasciando il Milan in 10 al 58'.

Il fuoco nel Milan si spegne e aumenta quello dell'Inter

 

L'Inter va all'arrembaggio e il Milan gioca di contenimento. Ma i rossoneri pagano un'altra ingenuità, quella di Leao che con un intervento bizzoso nei confronti di Barella, regala un sacrosanto rigore ai nerazzurri: Lukaku di rabbia, è 1-1 al 71'.

Il Milan scompare ed è solo e soltanto Inter d'assedio: Tatarusanu para tutto. 

Si respirano i supplementari, ma uno quasi si gioca nel recupero, in quanto ne vengono assegnati 10 di minuti causa infortunio dell'arbitro Valeri sostituito poi con Chiffi. 

Il Milan cerca di difendersi con le unghie ma al minuto 97 ecco che spunta l'uomo che non ti aspetti: Christian Eriksen. Inserito da Conte 9 minuti prima. Una carezza, una magia in quel calcio di punizione: gol del 2-1 e Inter in semifinale di Coppa Italia. 

Il fuoco dell'Inter per vincerla, il fumo in testa al Milan che non c'è l'ha fatta restando socchiuso nella propria metà campo negli ultimi 30 minuti, dove i rossoneri sono spariti, mettici anche le assenze, anche ieri tante, pagando le ingenuità di Ibra da croce e delizia, e Leao. È la seconda sconfitta per i rossoneri, questa fa male, ma almeno nel primo tempo s'è visto il Milan campione d'inverno ammirato. Pioli ripartirà da lì. 

Da dire che per quanto visto, l'Inter va avanti con merito e si giocherà la semifinale contro la vincente di Juve-Spal (andata già martedì 2 Febbraio) e una vittoria che fa morale. Conte se la ride, ma chiedesse scusa a Christian Eriksen come lo devono fare tutti i detrattori, il ragazzo non era un brocco ieri, non lo sarà domani e se il danese resta, sarà il vero acquisto di Gennaio. Intanto non vediamo l'ora che arrivi il 21 Febbraio, data del prossimo derby, stavolta di campionato, sissignori quello che vale uno Scudetto

Top: Tatarusanu (8) Eriksen (7), Barella (7). 

Flop: Ibrahimovic (4), Leao(4.5), Meite (5). 

Voto A. Conte: 7

Voto S. Pioli: 6-

Inter Milan
Fonte: l'autore Gino Plinius

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