Croazia: un sogno mondiale lungo 20 anni

Modric e compagni ad un passo dalla finale. Rievocando la Francia, Šuker, Boban... e le sigarette

di Luigi Sgnaolin
Luigi Sgnaolin
(5 articoli pubblicati)
Jonathan Moscrop - LaPresse14 06 2012 Po

Ora o mai più, per colpa del tempo, del "maledetto tempo" come disse Totti nel suo discorso di Addio.  La seconda generazione d'oro croata dei vari Modric, Mandzukic e Rakitic è agli sgoccioli del proprio ciclo per motivi di età e vuole chiudere in bellezza: Battere in semifinale gli inglesi inventori del Football e raggiungere per la prima volta nella storia la finalissima mondiale, magari affrontando quella Francia (Belgio docet) che esattamente 20 anni fa infranse il sogno di  4.000.000  di  croati per chiudere il cerchio una volta per tutte.

Quella Croazia era alla seconda partecipazione in un importante torneo calcistico, la prima in assoluto nel mondiale. Due anni prima,  nel 1996, l'esordio assoluto negli europei in Inghilterra con l'eliminazione nei quarti di finale per mano dei tedeschi futuri campioni continentali. Era già la nazionale di Davor Šuker , implacabile bomber nelle file del Real Madrid  con cui vinse una Champions League proprio nell'anno del mondiale contro la Juventus, e sopratutto di Zvonimr Boban, stella del Milan di quegli anni e autentico eroe nazionale per aver difeso un giovane tifoso croato della Dinamo Zagabria dai  soprusi di un poliziotto colpito da "Zvone" con un calcione prima di un infuocato derby contro i rivali serbi  della Stella Rossa di Belgrado.

La Croazia si presentò a quel mondiale portandosi in eredità un sanguinoso conflitto contro i serbi per rivendicare la propria indipendenza che era  sì cessato da quasi 3 anni ma che aveva lasciato profonde cicatrici in tutto il popolo croato.  Il mondiale capitò nel momento giusto,  l' occasione migliore per mostrare  al mondo intero il talento cristallino dei propri giocatori e sopratutto il voler giocare per alleviare le sofferenze di un popolo intero. Il commissario tecnico da 4 anni era Miroslav Blažević , personaggio pittoresco e assiduo tabagista come ricorda Slaven Bilić che di quella squadra ne era giocatore e che qualche anno dopo ne sarebbe diventato il CT: " Fumare in Europa è normale. Ai miei tempi in nazionale, nel ’98, eravamo una decina di fumatori. Cosa ci diceva il Ct? Niente, ce ne scroccava una perché non ne aveva mai!” L'esordio mondiale avvenne il 14 giugno a Lens contro un'altra debuttante assoluta: la folkloristica Giamaica. La gara venne archiviata nel secondo tempo con un comodo 3-1 con le reti di  Stanić, Prosinečki e Šuker . Più complicata la seconda partita contro gli altrettanto debuttanti giapponesi. Ci vuole il solito  Šuker al 77° minuto per piegare la resistenza nipponica ed ipotecare il passaggio agli ottavi di finale preparandosi al meglio per l'ultima gara del girone contro l'Argentina. Arriva una sconfitta onorevole per 1-0 che come è stato detto risulta indolore ai fini della qualificazione, argentini primi nel girone H a punteggio pieno e Croazia seconda a quota 6 punti.

Il 30 giugno a Bordeaux prima gara da dentro-fuori: arriva la talentuosa Romania di Hagi oramai sul viale del tramonto, praticamente un passaggio di consegne. Inutile dirlo, anche stavolta  Šuker ci mette lo zampino realizzando al 45° per ben due volte il calcio di rigore assegnato dall'arbitro.  Il popolo croato comincia a crederci per davvero, l'entusiasmo aumenta nonostante l'ostacolo arduo che si prospetta nei quarti di finale: la Germania, i panzer tedeschi che solo due anni prima in terra inglese aveva spento i sogni della nazionale bianco rossa.  A Lione è un trionfo, un 3-0  firmato da  Jarni, Vlaović e dal solito Šuker sempre più bomber dei mondiali. Ora il sogno è a un passo, semifinale contro i francesi padroni di casa.  Šuker fa impazzire l'intera nazione firmando l'1-0 a inizio secondo tempo, l'illusione dura però poco perchè Thuram con una doppietta porta la Francia in finale. Il compito però non è ancora finito, c'è un terzo posto da conquistare contro gli olandesi inventori del calcio totale. 2-1 per la Croazia e Šuker capocannoniere del mondiale con 6 reti. 20 anni, il cerchio croato  è pronto a chiudersi.

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Fonte: l'autore Luigi Sgnaolin

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