La sottigliezza italiana in Europa si aggrappa alla Roma.

L'unica italiana rimasta in Europa è la Roma che vola ai quarti di Europa League. In Champions fuori anche Atalanta e Lazio. Il Milan esce dall'EL a testa alta.

di Gino Plinius
Gino Plinius
(12 articoli pubblicati)
Roma

L'Italia saluta l'Europa delle grandi a Marzo, l'Italia saluta la Champions con rammarico e se vogliamo anche dirla tutta: meritatamente. Era dall'anno 2015-2016 che ai quarti non approda a nessuna squadra italiana: fuori Juve, Atalanta e Lazio. 

Alla Dea non riesce l'impresa contro il Real Madrid e perde per 3-1. Diciamocelo, sull'Atalanta c'era troppo ottimismo come se il Real fosse una squadretta in declino. Macché. Gente come Ramos, Benzema e Modric, appena sentono la musichetta della Champions, non c'è declino che tenga nella loro qualità e nella loro tecnica. Il Real ha fatto semplicemente il Real. È l'Atalanta che non ha giocato da Atalanta e va detto che l'Atalanta rispetto a quanto dimostrato lo scorso anno, fa un leggero passo indietro dove contro Il PSG era a 3 minuti da una storica semifinale. Per quanto la favola Dea resti bella e da ammirare, Gasperini faccia un po di mea culpa soprattutto per le scelte. 

Fuori l'Atalanta e fuori anche la Lazio che perde 2-1 contro il Bayern Monaco. L'impresa di ribaltare l'1-4 era pressoché quasi impossibile, la Lazio se le anche giocata, ma il ritmo partita dato il finale scontato è sembrato più da amichevole estiva che da ottavo di Champions. Alla Lazio le colpe vanno soprattutto alla scellerata partita d'andata, dove i primi 45 minuti li ha praticamente regalati alla corazzata tedesca. 

Unica italiana ad andare avanti in Europa è la Roma che vola ai quarti di Europa League. Lo fa con merito e gli dobbiamo rendere onore e rispetto, dove la squadra di Fonseca in Ucraina ha dettato di nuovo legge vincendo contro lo Shakthar per 1-2. Seppur forte del 3-0 dell'andata la Roma fa un pò di turnover in vista di Napoli. La partita è stata decisa da una doppietta dall'uomo di questa Roma europea: Borja Mayoral. Lo spagnolo con i due gol siglati sale a quota 7 nelle marcature di questa competizione. I giallorossi hanno giocato una partita di contenimento e temperamento con la giusta mentalità. Quella mentalità europea vista sia contro il Braga e sia in questo doppio confronto contro gli ucraini. La Roma in Europa va forte e si giocherà i quarti di Europa League tra le favorite. Con merito e onore. 

L'onore lo ha messo anche il Milan seppur sia stato eliminato dal Manchester United per 0-1. I rossoneri escono con rammarico, per aver giocato alla pari, a tratti anche meglio per almeno 130 minuti contro una squadra sulla carta più forte. Ma le assenze per Pioli erano davvero troppe, addirittura si è dovuto arrangiare con Castillejo falso 9, laddove la differenza per lo United l'ha fatta Paul Pogba, entrando dalla panchina e in 4 minuti segna il gol che qualifica gli inglesi. 

Il Milan ha giocato un buonissimo primo tempo, soprattutto complice la stanchezza, la squadra di Pioli non è riuscita ad arginare l'ordinata e compatta difesa inglese. L'unica occasione avuta proprio da un Ibra a mezzo servizio, entrato negli ultimi 25 minuti che con un colpo di testa impegna Henderson alla paratona. Nulla più e il Milan saluta l'Europa League dopo un percorso lungo partito dai preliminari di Agosto. I rossoneri desso che hanno assaporato lo spirito europeo, quello che più gli appartiene, adesso deve pensare al campionato e difendere con le unghie e con i denti il piazzamento Champions, per tornare nell'Europa che conta

Tutte fuori a Marzo, tranne la Roma

Colpa della mentalità? Certo, finché continuano a pensare che il piazzamento Champions sia un obiettivo più economico anziché sportivo, si andrà sempre incontro a queste figure.

Colpa dell'inesperienza tecnica? Ovvio.  Nelle 7 squadre italiane in Europa, l'unico allenatore che ha esperienza vera nel settore europeo è Paulo Fonseca. Lui, che ha portato l'unica squadra a giocarsi i quarti di Coppa, ossia la Roma. Il resto, solo chiacchiere, i vari Pirlo, S. Inzaghi, Pioli e lo stesso Gasperini avranno modo di rifarsi altre esperienze, magari già il prossimo anno. Ma serve riflettere tanto e crescere. 

Atalanta
Fonte: l'autore Gino Plinius

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