Passa il Real, ma che prestazione la Juve!

Juventus strepitosa domina il Bernabéu. Real Madrid in semifinale con un discusso rigore al 93'

di Maria Pinti
Maria Pinti
(2 articoli pubblicati)
Gianluigi Buffon Juventus lascia il camp

Dopo il 3-0 di Ronaldo e compagni ai danni dei torinesi bianconeri, era impossibile pensare a una semifinale per la Juventus. La performance della Roma, martedì, ha riaperto il vaso di Pandora e la speranza iniziava farsi spazio anche tra le file juventine. Missione più ardua che impossibile, quella che si prospettava. 

L'incredulità ha fatto da padrona guardando la grinta e la tenacia portata in capo dalla compagine italiana. Gli uomini in giallo hanno giocato come, probabilmente, non facevano da tanto, fomentando il pubblico del Bernabéu che chiedeva qualcosa in più agli idoli spagnoli. Navas beffato due volte dal colpo di testa del croato Mandžukić, che per giunta è il primo a firmare una doppietta al primo tempo in casa del Real in Champions, e dopo un errore dall'inserimento provvidenziale di Matuidi. 

Diversi sono i tentativi dei blancos di mettere in difficoltà un Buffon che non si fa mai trovare impreparato. Tutto è andato per il verso giusto. Ogni movimento è stato ragionato o comunque così è sembrato. Michael Oliver, l'arbitro della serata, dà tre minuti di recupero. Novanta secondi di agitazione e un briciolo di emozione. Sembrava impossibile. E' l'azione di Benatia su Lucas Vázquez a gelare ogni spettatore insieme al fischio pronto e secco del giudice sportivo che concede il rigore ai padroni di casa. Ciò che ne consegue è una reazione italiana al 100%. Si badi, per italiana intendo l'accezione buona, quella calorosa, esagerata,  ma pregna di passione. 

Scadono i 3 di recupero e la Juventus, gli juventini e tutti gli spettatori si risvegliano dal sogno. E' Ronaldo quello pronto a battere dal dischetto, davanti a uno Szczęsny che ci prova ma non ce la fa. 

Carini gli applausi a Buffon, espulso per proteste (legittime in quanto capitano? comunque esagerate?), ma non basta la galanteria degli spagnoli nel riconoscere le doti calcistiche del campione toscano a rasserenare il cuore e l'animo di tutti quelli che ci avevano creduto, almeno per 93 minuti. 

Fonte: l'autore Maria Pinti

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