Il gelo ucraino fa male alla Roma che perde 2-1 in casa dello Shakhtar

Andata degli ottavi di Champions League: il turco nder fa gol e convince, ma non basta alla Roma per portare a casa la vittoria

di Matteo Milocco
Matteo Milocco
(21 articoli pubblicati)
Atletico Madrid v AS Roma - UEFA Champio

Kharkiv, città dell'Ucraina nordorientale, quasi al confine con la Russia. Un viaggio molto lungo partendo da Roma, giallorossi che si sono ritrovati a giocare in campo, in questa andata dagli ottavi di finale di Champions League, con una temperatura ufficiale attestata sui -6/-7°C. Anche un gelo simile può aver incrementato la frenata di gioco e di motivazione dei giocatori giallorossi. Un arresto di volontà da parte della Roma che si è ritratto sotto gli occhi di tutti, specialmente dall'inizio del secondo tempo, quando al 51' a causa di un errore difensivo romanista lo Shakhtar ha approfittato ed ha portato in equilibrio la partita. Da quel momento la Roma si è spenta, come una candela flebile che ha perso tutta la propria energia. Non si può attribuire tutta la colpa al gelo siberiano, certo con quelle condizioni estreme la fatica si sente, ma c'è stato uno smarrimento generale tra le file della squadra italiana.

Non è bastato nel primo tempo il gol dell'ormai fondamentale Ünder per mettere in difficoltà la squadra ucraina, anzi, quest'ultima ha trovato coraggio e spirito di squadra per trovare prima il pareggio e poi il gol del vantaggio. A dire il vero, tutto ciò non sarebbe successo se lo Shakhtar non si fosse ritrovata di fronte una squadra ormai sfilacciata e molto disorientata. Tanti errori banali, come quello che ha portato al vantaggio dello Shakhtar al 7' del secondo tempo: Ferreyra vola su un lancio dalle retrovie di Rakitskiy, evita Manolas con un dribbling interno e scarica in rete senza pietà il suo 12° gol nelle ultime 13 partite.

Ci vuole in tutto il secondo tempo un enorme Alisson per arginare la piena ucraina. Prima su un sinistro di Marlos e poi spettacolare su un volo sotto l'incrocio partito da fuori area di Taison. Fino a quando è proprio l'amico di Alisson a colpire la Roma nel profondo con una punizione pennellata che si insacca sotto la traversa dopo averla colpita internamente e si insacca in rete facendo esplodere lo stadio di gioia. Solo su questa azione si potrebbe recriminare un minimo di ritardo sull'intervento del portiere giallorosso, ma rivedendo i miracoli dei minuti precedenti non si può dare a lui troppa colpa. Anche negli ultimi minuti di partita, la Roma non riesce a trovare i giusti spazi e la giusta convinzione, a tal punto che rischia gli ultimi strappi sulla fascia sinistra (dove ha sofferto di più per tutta la partita), con il solito Ferreyra che trova sulla linea di porta il piede di Bruno Peres che salva miracolosamente i giallorossi da un certo 3-1.

Il 13 marzo ci sarà la partita di ritorno a Roma, certi che la temperatura non sarà rigida come oggi, Di Francesco deve far ritrovare alla propria squadra la giusta mentalità e la convinzione per giocare tutti e 90' i minuti di partita, e non solamente il primo tempo rimanendo negli spogliatoi al caldo.

Fonte: l'autore Matteo Milocco

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