Cambiare modulo per cambiare Milan (Parte I)

Il 3-5-2 non sta dando i frutti sperati, è il momento di cambiare, la miglior difesa è l'attacco?

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)
3-5-2

Da inizio stagione il Milan ha degli evidenti problemi sia di gioco sia di risultati. Si pensava fosse dovuta a due fattori principali, in parte ad una erronea preparazione atletica e in secondo luogo all’eccesso di nuovi innesti provenienti dalla campagna acquisti estiva. Non c’è ombra di dubbio che per il primo periodo questi fattori siano stati determinanti per le pessime prestazioni della squadra rossonera. Dopo poche partite Montella ha deciso di schierare la squadra con il 3-5-2, specialmente per ritrovare un Bonucci decisamente spaesato nelle prime gare. Nonostante il nuovo modulo, né il nuovo capitano né l’intera squadra è riuscita a migliorare le proprie prestazioni. Probabilmente, al netto degli infortuni la formazione ideale di Montella sembrerebbe essere la seguente: Donnarumma in porta, Musacchio, Bonucci, Romagnoli in difesa, Biglia in regia, Çalhanoğlu e Kessié ai lati dell’argentino, Bonaventura e Conti sugli esterni e come attaccanti Suso alle spalle di Kalinic (hanno spesso giocato Borini, Rodriguez, Abate e Cutrone ma con alcuni dei titolari fuori). È vero che questi 11 forse non hanno mai giocato insieme esattamente in questo modulo, ma a parte 1-2 differenze, la formazione iniziale è stata più o meno questa. Si è leggermente progrediti nella fase difensiva anche se si continuano a subire un notevole numero di goal, mentre nella fase di costruzione del gioco e di conseguenza di realizzazione non c’è stato un significativo progresso, anzi sembra esserci stato addirittura un peggioramento. Il problema cruciale sta nel fatto che non c’è abbastanza peso in avanti, ossia tocca quasi esclusivamente a Suso tutto il lavoro tra le linee e lo spunto per servire Kalinic o per saltare l’uomo e provare la conclusione. Tenuto a freno lo spagnolo i diavoli non sono pericolosi e questo permette all’avversario di non abbassarsi troppo e quindi di poter tenere la squadra più alta e poter attaccare senza rincorrere in troppi pericoli. I centrocampisti, a parte Kessié che mostra una grandissima condizione atletica e un ottima capacità di interdizione e proposizione, sono troppo lenti e non hanno sufficienti spazi per mettersi in mostra. Ecco perché nonostante il cambio del modulo il Milan non riesce a sviluppare un bel gioco, subire meno reti e soprattutto creare molte più occasioni da goal. I centrocampisti acquistati quest’anno sono di ottima qualità ma non riescono ad esprimersi. Ci sono due soluzioni adottabili tatticamente, il 3-4-3 e il 4-3-3....

Parte II nel prossimo articolo

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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