Le plusvalenze, l’altra faccia del calciomercato

Molto spesso tante operazioni di mercato non sono legate all'aspetto sportivo, ma semplicemente ad esigenze di bilancio

di Luca95 Meringolo
Luca95 Meringolo
(122 articoli pubblicati)

Il calciomercato nell'epoca del FFP è anche questo. Operazioni in nome del bilancio e molto (anzi troppo) spesso non conta solo il livello sportivo di una squadra. Bisogna avere i conti in ordine. 

La parola plusvalenza nel calciomercato attuale è quella forse più utilizzata dagli addetti ai lavori e spesso ci si ritrova nelle situazioni in cui si perdono campioni o potenziali tali. 

Purtroppo questa è una realtà presente nella storia del calcio Italiano negli ultimi 11 anni. Pensiamo alla cessione di Eto'o All' Anži Machačkala per 20 milioni di Euro, senza dimenticare quella di Thiago Motta per 12 milioni di Euro al PSG. Passando all'altra sponda del naviglio non si possono non citare quelle di Thiago Silva e Ibrahimovic per un totale di 66 milioni di Euro. 

Il caso di plusvalenze più elevate dai numerosi rimpianti è rappresentato dalla Roma, Allison, Rudiger, Salah, tutti e tre hanno vinto la Champions League e la Roma alla chiusura dei bilanci il 30 Giugno in periodi diversi ha dovuto cederli per rispettare le norme del FFP e del Settlement Agreement
Squadre come il Napoli per esempio non hanno potuto rafforzarsi in modo tale da essere competitive per lo scudetto e per altri traguardi. Oggi i tifosi del Milan rimpiangono giovani talentuosi come Locatelli e Cutrone, i tifosi dell'Inter rimpiangono Cancelo e Coutinho per esempio e quelli bianconeri oggi contestano aspramente gli scambi Pellegrini-Spinazzola e Arthur-Pjanic. Ma potremmo citare anche tante altre storie. 

Il calciomercato attuale in Italia è questo qui, non si può rinnovare Donnarumma (però con qualche errore della società Milan), non si può acquistare De Paul per 35 milioni, bisogna cedere qualcuno per chiudere il bilancio con un attivo di 80/90 milioni (eclatanti sono state le dichiarazioni del presidente dell'Inter Steven Zhang). 

Puoi fare l'investimento più grande della tua storia, esempio perfetto è Cristiano Ronaldo, il quale però con il suo ingaggio da 31 milioni non permette quegli esborsi in altri reparti e questo ha impedito nel corso di questi 3 anni di rafforzare il centrocampo bianconero, limitandosi spesso a operazioni a parametro 0, vedendo un centrocampo spesso depauperato di qualità. 

E' la realtà attuale, in cui un Top Player come Cristiano Ronaldo viene visto quasi come un disturbo alla causa bianconera, in cui il Milan deve riscattare Tonali al ribasso e l'Inter è costretta a cedere Hakimi  (parola del suo agente) per causa di forza maggiore. 
Certo, le italiane qualche errore lo hanno fatto e spesso per non rischiare, bisogna ricorrere ai pagamenti dilazionati e ai prestiti con diritto di riscatto.
 

Però questo nel breve non ti permette di competere con le big straniere nelle Coppe Europee e nella maggior parte dei casi queste operazioni generano scontentezza nei tifosi. Dopo questa disparità creata dal FFP non sarebbe il caso di cambiare tale regola, magari introducendo un Salary Cup sul modello dell'NBA per equilibrare le forze in campo? 

Speriamo che l'UEFA lavori a migliorare il calcio, ma negli ultimi anni i risultati purtroppo sono stati discutibili e le disparità di trattamento l'hanno fatta da padrone. 

Fonte: l'autore Luca95 Meringolo

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