Tra il Toro e il Cholo si inserisce il Cholito?

Di padre in figlio, di Cholo in Cholito. La storia della famiglia Simeone non è finita qui, anzi....

di Stefano De felice
Stefano De felice
(2 articoli pubblicati)

Quest’estate è comparsa sui giornali la notizia secondo cui il cholo Simeone, fresco di rinnovo, ha chiesto il centravanti dell’inter Lautaro Martinez alla  dirigenza Madrilena, considerandolo il partner ideale d’attacco del "Pistolero"  Suarez e del “Maestro” Joao Felix.

Il toro, così soprannominato per le doti agonistiche ed il carisma mostrato in campo, a Milano  è cresciuto tantissimo e, in coppia con Romelu Lukaku, ha realizzato valanghe di gol, creando una coppia completa ed assortita, dando vita ad una sintonia speciale che ha affascinato tutti.

Con la crisi finanziaria del gruppo Suning e la conseguente cessione dei pezzi da 90 in casa nerazzurra( su tutti Lukaku e Hakimi), molti allenatori hanno iniziato a guardar con attenzione in casa nerazzura, tra questi anche El Cholo.

Mentre Papà Diego provava a convincere la propria dirigenza,  il cholito, figlio del carismatico allenatore, si è trovato dinanzi ad un bivio: continuare la propria avventura in terra sarda provando a riscattare le ultime deludenti stagioni vissute tra luci ed ombre, oppure tentare una nuova avventura altrove, in un contesto idoneo ad esaltare le sue doti di finalizzatore ma anche di uomo squadra.
Dopo essere stato ad un passo dal Torino e dopo aver visto svanire l'interesse del marsiglia,  negli ultimi giorni di mercato si delinea una nuova pista, affascinante e molto suggestiva.

Il nuovo allentare del Verona, Eusebio di Francesco, ha infatti comunicato al proprio DS di non essere soddisfatto del parco attaccanti messo a disposizione dalla società e di voler affiancare a Kalinic e Lasagna un centravanti con caratteriste diverse, simili a quelle del cholito.
Il fascino della piazza e soprattutto il calore della tifoseria scaligera fanno subito breccia nella mente di Giovanni e, in pochissime ore la trattativa si conclude con esito positivo, portando a Verona il figlio d’arte con più “garra” di tutta la serie A.

L’avventura dell’allenatore abbruzzese purtroppo non durerà molto e dopo il ko nel posticipo della terza giornata contro il Bologna, il presidente del Verona Maurizio Setti decide di affidare la panchina ad un altro ex calciatore, il croato Igor Tudor.

Da quel momento inizia l’ascesa del cholito che dall’inizio del mese di ottobre ad ora è riuscito a siglare ben 8 reti, diventando seppur temporaneamente, l’attaccante con la media "gol/minuti giocati" più alta di tutta la lega. Non sono solo i gol ad arricchire le splendide giornate vissute dal Cholito, ma anche tanto lavoro e tanta disponibilità al sacrificio che lo hanno reso un perno imprescindibile per l’allenatore e beniamino della tifoseria. Il Verona stupisce, stupisce la facilità con cui riesce a far gol ma soprattutto sorprende l’atteggiamento di tutta la squadre che in maniera molto spregiudicata impone gioco e macina punti, in casa ed in trasferta senza alcun tipo di timore dell’avversario. Così nascono e si spiegano le splendide prestazioni contro Lazio e Juventus fino all’ultima ancor più convincente disputata al San Paolo contro uno “Spallettone” insaziabile.

A distanza di poco più di tre mesi, le situazioni dei due attaccanti sono drasticamente cambiate, capovolgendo i pareri di molti: Lautaro, infatti, vive un momento di appannamento molto complicato, con la sua leadership messa in discussione dai compagni di reparto capaci di prendersi la scena(su tutti Dzeko e Correa) sia nel club che nella nazionale, mentre il cholito vive un momento magico che lo proietta in cima alle classifiche di rendimento e gradimento.
A questo punto è lecito chiedersi: “e se il cholo Simeone anziché puntare su Lautaro nelle prossime sessioni di calciomercato, puntasse su suo figlio??” D'altronde è da tempo che si vocifera…..Il Cholo Simeone ha un sogno: allenare suo figlio Giovanni!

La soluzione è suggestiva e affascinante, ma allo stesso tempo pericolosa per l’equilibrio di uno spogliatoio gestito dall’allenatore con forza e pugno duro. 

Parola al campo, anzi....al mercato!

 

Fonte: l'autore Stefano De felice

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