Vedere Caldara e Conti senza squadra fa male al cuore come al football

Singolare e inquietante parabola discendente  che accomuna i due pilastri della primissima Dea di Gasperini destinati  oramai alla deriva del nostro calcio

di Luca Sala
Luca Sala
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Tutti ricordiamo come fosse oggi l'apporto  determinante di Andrea Conti da Lecco e Mattia Caldara da Scanzorosciate nella nascente  Atalanta di Giampiero Gasperini. In pratica quando si ritrovo' con le spalle al muro dell'annunciato esonero  il mago di Grugliasco si affido' a ragazzi come loro  per cavarsela miracolosamente battendo il Napoli a Bergamo.

Li' e' cominciata un'altra inarrestabile e rivoluzionaria storia in casa neroazzurra, l'assoluto big bang orobico  il cui seguito di emozioni e soddisfazioni non accenna a diminuire, anzi.

Vennero inevitabilmente ceduti a peso d'oro  dai Percassi come vuole l'immarcescibile  tradizione  dell' eterna provinciale  Atalanta Bergamasca Calcio fin dal 1907, temo purtoppo non ci sia possibilita' alcuna di cambiarla ne ora ne mai!

Purtroppo per la premiata coppia di ottimi difensori a parte gli ingaggi naturalmente  lievitati, passando a Milan e Juventus sono cominciati i guai seri.

E'  come se  si fosse abbattuta la maledizione post Dea madre, infortuni mai subiti prima si sono accaniti su di loro  al pari di  discutibili scelte tecniche e societarie .

Ad oggi entrambi sono tornati al mittente, Il terzino volante Conti al Milan dopo il prestito discreto di   Parma , con un futuro francamente indecifrabile se e' vero come e' vero che il club rossonero vorrebbe tenerlo giusto come rincalzo di Calabria  anziche' lasciarlo nelle buone mani del mentore D'Aversa passato nel frattempo ad allenare la Sampdoria.

Con tutto il rispetto per l'arrembante cursore calabrese capitano in pectore di mister Padre Pio Pioli dovremmo riconoscere che il Conti di Bergamo e' di tutt'altra categoria quanto a classe e tecnica, anche da realizzatore , semmai dovrebbero giocare insieme invertendo le fasce.

Fosse per me lo riporterei di corsa proprio a Bergamo , a meno che Gasperini lo valuti finito al pari di Simon Kjaer  , giocatore e uomo  formidabile come Euro 2020  insegna dopo gia'  l'ottimo campionato coi rossoneri una volta ripudiato dalla Dea .

Difficile il mio legittimo  sogno possa comunque avverarsi perche' la piazza bergamasca assai permalosa e gelosona si offese a morte quando  Andrea dichiaro' entusiasta che passare al Milan era il top per la sua carriera in ascesa, che avra' detto di male poi me lo chiedo ancora adesso.

Tornando al compare di sciagura   Caldara, il buon Mattia   centralone difensivo di lusso appare messo ancora peggio , lui si' tornato a Bergamo senza pero'   fortuna alcuna  per oggettivi limiti caratteriali e fisici nonche' oggettiva  jella,   restituito   alla vecchia signora temo sparira' dai radar in men che non si dica a meno di un espatrio  all'estero a questo punto auspicabile .

Fonte: l'autore Luca Sala

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