Calciomercato Serie A 2011-2021

Sono 10 anni che il calcio ha a che fare non solo con il FFP, ma dallo scorso anno la Pandemia e i mancati incassi hanno condizionato notevolmente il mercato

di Luca95 Meringolo
Luca95 Meringolo
(122 articoli pubblicati)

Da un decennio il calciomercato è totalmente cambiato, per non dire stravolto. Se fino a 10 anni il tifoso era abituato al mecenate, il quale investiva ingenti somme in sede di campagna acquisti e ripianava le tantissime perdite, con l'introduzione del FFP quella figura non è stata più la stessa.  Anche se si ha un presidente molto ricco, non può investire, proprio per la presenza di tali regole.

Spendere solo quello che si è incassato, questo è il mantra delle società calcistiche a livello internazionale. Sicuramente inutile prenderci in giro, il FFP ha favorito Spagna e Inghilterra a livello di risultati sportivi. Certo, c'è da dire che la distribuzione dei diritti televisivi, oltre ai grandi fatturati hanno contribuito a rendere la Premier il campionato più attrattivo del mondo

Dietro c'è la Spagna, grazie anche alla presenza di banche importanti come Caixa e Santander dietro a club prestigiosi come Barcellona e Real Madrid. In Italia paghiamo soprattutto la mancanza di stadi di proprietà, tranne poche società nella nostra nazione siamo ancora abbastanza arretrati su questo punto. 

Eppure nonostante tutto anche le spese in sede di calciomercato sono aumentate anche da noi. Nell'estate del 2011 venivano investiti nel calciomercato estivo circa 638 milioni dai club di Serie A. Nel primo periodo di controllo da parte del FFP le spese calano vistosamente, si passa ai 374 milioni del 2012, ai 440 milioni del 2013 fino ai circa 540 milioni dell'estate del 2014. 

Dall'estate del 2015 ecco una notevole ripresa degli investimenti anche nel campionato italiano, 637 milioni sono i soldi spesi dalle società di Serie A in quella sessione di calciomercato, 765 vengono investiti anche nell'estate del 2016. 

Dal calciomercato del 2017 per la prima volta anche in Serie A viene sfondata la quota di 1 miliardo di Euro, i 20 club arrivano infatti complessivamente, a spendere circa 1 miliardo e 38 milioni di Euro. Un dato che cresce anche durante l'estate 2018, si passa a 1 miliardo e 120 milioni di Euro. Il record viene momentaneamente toccato nell'estate del 2019, precisamente stiamo parlando di 1 miliardo e 200 milioni di Euro. 

Il tutto ovviamente cambia nel calciomercato 2020, il mondo è travolto dalla Pandemia del Covid e anche la Serie A fa i conti con la crisi economica derivante dai mancati introiti. Sono circa 764 milioni di Euro i soldi investiti nella scorsa sessione di calciomercato. 

Il calciomercato 2021 non sarà molto diverso da quello della scorsa stagioni, pochi soldi e poche idee. Ormai per superare molti ostacoli si tende ad usare formule particolari come il prestito con diritto/obbligo di riscatto, magari dilazionando il pagamento in modo che esso non sgravi molto su determinati bilanci, al termine della chiusura dell'esercizio. 

Anche i prestiti secchi sono tornati abbastanza in auge e molto spesso rispetto al passato si guarda soprattutto ai parametri zeri, che di base non vengono calcolati dal FFP, ma i loro ingaggi spesso altissimi incidono tantissimo sul tetto salariale delle società calcistiche. 

Il calciomercato della ripresa potrebbe essere quello della prossima stagione, sicuramente con l'accesso del pubblico allo stadio, ovviamente sempre in maniera graduale, gli introiti saranno sicuramente maggiori rispetto alle ultime due stagione. 

Spesso i tifosi sono scontenti, si contesta aspramente la società del cuore che non investe in sede di calciomercato. Con la Pandemia anche giustamente c'è stata e c'è molta più comprensione (ci mancherebbe il contrario), però molto spesso il tifoso dimentica che il calcio è costituito da aziende che hanno a che fare con i problemi economici di tutti i giorni. 

Per l'appassionato si tratta di un gioco,  non è così e spesso bisognerebbe ricordarlo.  Il FFP esiste, certo, magari spesso è stato usato come scusa, ma le regole sono rigide e bisogna rispettarle. E' un calcio dalle dinamiche più contorte rispetto al passato e anche il tifoso deve capirlo.

Fonte: l'autore Luca95 Meringolo

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