Real: la rivoluzione madridista di Florentino Pérez

L'inaspettato addio di Zidane e il mal di pancia di Ronaldo potrebbero dare il via ad una vera rivoluzione a Madrid, imposta direttamente dall'alto

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
Real Madrid Celebrate After Victory In T

Mentre in Italia é iniziata la cosiddetta "Terza Repubblica", in Spagna la situazione non é delle migliori, dato che l'ormai ex premier Rajoy é stato sfiduciato e al suo posto é salito al potere il socialista Pedro Sanchez. Se poi passiamo allo sport, lo scenario non é tanto più roseo, in quanto sia Atletico che Real stanno passando un momento poco tranquillo: i colchoneros stanno affrontando la difficile estate di Griezmann, obiettivo e ormai prossimo acquisto del Barcellona, mentre il Real é stato colpito dallo shock dell'addio improvviso del suo allenatore Zinedine Zidane.  Una conferenza stampa già strana di suo, non attesa, alla quale oltre al tecnico francese ha partecipato anche Sua Maestà Florentino Pérez, capo supremo dell'armata madridista. Dopo l'annuncio di Zizou sul suo futuro, che ha visibilmente colto di sorpresa anche lo stesso presidente, si é subito scatenato il toto-allenatore. Una nuova era é in procinto di iniziare in Plaza de Cibeles, perché l'arrivederci di ZZ e il mal di pancia di CR7 potrebbero dare il via a un cambiamento radicale in casa Blancos. Una revolución imposta direttamente dall'alto. 

Chi sarà il fortunato?

A tener banco in questi giorni nei dintorni del Bernabeu e non solo c'é un interrogativo:"Chi sarà il prossimo allenatore del Real?" I nomi che circolano sono vari ed in alcuni casi parecchio strani, come quello di Montella quotato a 150.00. L'uscita di scena di Zidane non é stata figlia di un momento di follia, ma é derivata da qualche contrasto con Pérez stesso, soprattutto sui giocatori che scendevano in campo. Al presidente ad esempio non piaceva l'idea di vedere un Real Madrid schierato con un 4-3-1-2, con Isco e Casemiro sul terreno di gioco e Bale in panchina. Zidane, che da tempo aveva imboccato una strada e da lì non si era praticamente mai mosso, ha deciso di fare di testa sua, ed ecco che la BBC non ha mai giocato un minuto insieme in Champions, segno che i pensieri di allenatore e datore di lavoro non erano coincidenti. Il candidato più appetibile é per ora Pochettino, tecnico del Tottenham, nonostante il suo capo Daniel Levy chieda 45 milioni per liberarlo, mentre tra le rimanenti alternative si é fatto il nome di Antonio Conte, in procinto di liberarsi dal Chelsea, di Guti, che allena la "Juvenil A" dei Blancos, di Wenger, che ha ammesso che Madrid non gli dispiacerebbe come meta, ed infine anche di Löw e Klopp, due tecnici che nonostante i contratti rispettivamente con Germania e Liverpool potrebbero vacillare davanti ad un'opportunità di questo genere. 

Ronaldo per Neymar: realtà o fantacalcio?

Chiunque segue con un minimo interesse il calcio sa che Cristiano Ronaldo é ormai pronto a lasciare Madrid dopo 9 anni e 450 gol in 438 partite disputate. Una decisione che, secondo il giornale spagnolo MARCA, CR7 avrebbe preso da tempo e già comunicato qualche settimana prima della finale di Kiev ai compagni di squadra. Questa volta non si tratta di un semplice mal di pancia, bensì di una scelta professionistica, ossia quella di voler cambiare aria, ma soprattutto quella di non voler essere considerato economicamente inferiore, in quanto a contratto, a Messi e Neymar, i quali guadagnano circa il doppio di lui. Ed é qui che entra in gioco il brasiliano del PSG, pupillo di Pérez e grande sogno della tifoseria blanca. O'Ney non si sente pienamente soddisfatto a Parigi, e sicuramente il Real e la grande possibilità di vincere la Champions lo attirano parecchio. Ronaldo dal canto suo é disposto ad accettare quei top club che gli offrano il salario da lui richiesto, 50 milioni di euro, e se i parigini figurano tra questi potrebbe anche farci un pensiero. 

Se questo scambio andrà in porto, sarà l'ennesima dimostrazione che il calcio attuale non si regge più su valori come il senso d'appartenenza e la lealtà, bensì é un semplice viandante che segue la via del denaro. Non é forse una coincidenza che le spese folli del football siano iniziate nel 2009, proprio con un certo CR7?

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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