I 50 Anni del Pep: l’uomo che ha cambiato il calcio

Compie 50 anni Josep Guardiola. Un rivoluzionario continuo nel calcio, i perché dell'allenatore più bravo del mondo.

di Gino Plinius
Gino Plinius
(12 articoli pubblicati)

Compie mezzo secolo un uomo in grado di rivoluzionare il calcio con le sue continue idee innovative. 

Un uomo, diventato fonte d'ispirazione per (quasi) tutti gli allenatori: dal falso nueve al tiki taka fino ad arrivare alla costruzione del gioco dal basso: Josep Guardiola

La meraviglia di Pep, inizia nel 2008 quando l'allora ed attualissimo presidente Laporta lo scelse per la panchina del suo Barcellona dopo un anno di "gavetta" nel Barcellona B. 

I critici furono scettici, ma nonostante la sconfitta all'esordio contro il Numancia, quella di Pep con il Barcellona fu una cavalcata unica e indimenticabile in 4 anni dove ha vinto ben 14 trofei (tra cui due Champions, memorabile quella a Roma del 2009 contro il Manchester dove pertanto chiamò i suoi due mentori ossia Mazzone e Sacchi) e il famoso sextete del 2009 .  Il tutto condito da un episodio che rivoluzionò il calcio. 

Era il 2 Maggio 2009: il Barcellona sfida il Real Madrid al Santiago Bernabeu da capolista a +4 sui madrileni. La sera prima della partita Guardiola chiama in disparte Messi: "Per questa partita serve qualcosa di diverso, gioca da 9 e sposto Eto'o a destra". Il 10 Argentino accettò anche per il compiacimento di  dialogare sul campo con Xavi e Iniesta in modo da trasformarsi in un apriscatole: Così nacque l'idea del "falso nueve". Messi ne farà 3 e la partita finisce 2-6 per il Barcellona, che va a prendersi la Liga. Fu la vittoria delle idee di Pep, che oltre quella del falso 9 che sarà poi codificato nella frase: “Il nostro centravanti è lo spazio", fu l'inizio soprattutto della bellezza del calcio fatto di passaggi ad un tocco codificato nel nome di: Tiki Taka. Fù l'inizio di un'era.  La sua idea di Tiki Taka che era un vero e proprio inno alla gioia del calcio, con il modulo 4-3-3 che diventava in campo un 3-3-4. Andava oltre il calcio totale dell'Ajax. 

Nel 2013 Guardiola passò al Bayern Monaco. Lì non portò il suo credo del Tiki Taka, ma si rinnovò con altre idee. 

Un impianto fluido che Pep fa e stravolge: Lahm viene trasformato in un centrocampista centrale. Kimmich in un terzino e il portiere Neuer a giocare con i piedi da libero difensivo: Nacque l'idea della costruzione dal vertice basso. A Monaco si lustrano gli occhi, ma le gioie arriveranno solo in campionato, vincendo 3 titoli. 

Nel 2017 passa al Manchester City.

Economia a parte, qui Pep riprende le sue idee di Baviera e le abbina alla velocità e all'intensità del calcio inglese, variando spesso moduli a seconda dell'avversario, su tutti il 4-1-4-1 tutto di fantasia. Non manca il lancio di determinati giovani: uno su tutti Phil Foden, anni 18, per tutti l'Iniesta inglese. E De Bruyne con Pep è diventato il miglior centrocampista del mondo. 

Con il City ad ora ha vinto 2 campionati in Inghilterra e 5 trofei nazionali. La Champions per ora ancora niente ed a 10 anni dall'ultima vittoria sta diventando un'ossessione per lui e forse questo può esser l'anno buono. Intanto il terzo titolo è ormai in tasca, essendo al comando a +11 dall'altra Manchester e prima del ko con Bielsa ha ottenuto ben 21 vittorie consecutive.

Pep Guardiola è un allenatore che sviluppa un’ossessione per la perfezione. Prima di ogni partita Guardiola si chiude in un seminterrato. Non c'è nulla, solo un televisore. Pep inserisce i DVD per studiare per ore gli avversari e soprattutto studia se stesso… per cercare sempre di rinnovarsi e dimostra che variare non vuol dire tradire l'integralismo. Sia a livello offensivo e sia a livello difensivo, dove per lui la "miglior difesa è l'attacco". 

Pep disse qualche anno fa: "Non voglio essere un esempio di niente, voglio solo svolgere il lavoro bene il lavoro che amo". Infatti Pep ad oggi è inimitabile, eppure in tanti ci provano a prender spunti da lui, mentre lui è già avanti con qualche altra idea di innovazione, per la bellezza e per la passione del calcio. Pep compie mezzo secolo e di certo sarà in grado di stupirci ancora, per tanti anni ancora.

Fonte: l'autore Gino Plinius

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