L’Inghilterra riapre gli stadi per pochissimi intimi, sarà prudente?

La prima partita che ha battezzato il ritorno dei tifosi sugli spalti è stata Carlisle e Salford City, valevole per il campionato di League Two.

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
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Leicester City v Everton FC - Premier Le

Dopo un'attesa lunga 266 giorni sono riaperti  - per un numero di tifosi strettamente limitato - i cancelli degli stadi inglesi: non solo in quelli della Premier League, che avevano già parzialmente riaperto prima del secondo lockdown di novembre, ma anche negli impianti delle serie inferiori, fino alle divisioni più basse dei dilettanti, chiusi dallo scorso marzo. 

Un ritorno lungamente atteso, ma che dovrà sottostare alle severe disposizioni governative in materia di lockdown territoriale: nelle zone di minor allerta potranno assistere agli incontri fino ad un massimo di 4.000 tifosi (o il 50% della capienza, nel caso di stadi piccoli), che scendono a 2.000 per le aree classificate intermedie, mentre dove il tasso d'infezione resta fuori controllo gli impianti rimarranno chiusi.   

La prima partita che ha battezzato il ritorno dei tifosi sugli spalti è stata Carlisle e Salford City, valevole per il campionato di League Two.

All'insegna della prudenza la riapertura in Premier League: tra i 20 club della massima divisione inglese, nessuno beneficerà del "numero massimo" di spettatori consentito.

Le sei squadre di Londra, tra le quali Chelsea e Arsenal, potranno accogliere non più di duemila spettatori, così come il Liverpool, che riapre Anfield Road dopo una lunghissima chiusura.

A causa prima del lockdown di primavera, quindi del focolaio di contagi che era esploso in città a settembre, ormai da quasi nove mesi sia Liverpool che Everton sono costrette a disputare le gare casalinghe senza pubblico.

Per i Reds l'attesa è terminata domenica quando ha ricevuto la visita del Wolverhampton, sconfitto per 4-0 dalla squadra di Kloop, mentre l'Everton dovrà aspettare ancora una settimana, la sfida di sabato prossimo a Goodison contro il Chelsea.  

Ma nel giorno in cui Londra autorizza il vaccino Pfeizer-BionTech, primo passo verso il ritorno alla normalità, non tutti i tifosi sembrano d'accordo con la riapertura degli impianti calcistici.

Se la maggioranza non vede l'ora di ritornare ad assistere a partite dal vivo, dopo lunghi mesi trascorsi davanti alla tv, il 42% del campione interpellato (2.100 tifosi abituali) si è detto contrario.

Avrebbero preferito - ha spiegato la società demoscopica Savanta ComRes - attendere che il servizio sanitario completasse la somministrazione di massa del vaccino, così da rendere gli impianti - a prescindere dalla loro capienza ridotta - davvero sicuri. Una remora che spingerà il 12% dei tifosi a non tornare a tifare la propria squadra dagli spalti fino a quando non sarà completato il programma di vaccinazione nazionale.

Burnley FC v Tottenham Hotspur - Premier
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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