Calcio, alla ricerca della passione e delle emozioni perdute.

Chi, a fine anni '70, inizio anni '80, era un adolescente, credo non possa che condividere questa mia analisi.

di Massimiliano Cerbai
Massimiliano Cerbai
(27 articoli pubblicati)

Firenze 1980, (ma sicuramente sarà stato così anche a Milano, Torino, Roma, Genova, Cagliari, ecc...), la classica domenica di campionato cominciava il sabato sera, quando l'adrenalina cominciava ad avvolgermi, durante la notte sognavo partite infinite, formazioni superoffensive, con  vittorie memorabili...

Arrivava quindi la domenica mattina, dopo aver sognato una doppietta di Antognoni, mi fiondavo ad acquistare un quotidiano sportivo, (Stadio) nella speranza che mi desse indicazioni certe sulla formazione della squadra.

Intanto mentre mia madre preparava l'arrosto, io iniziavo a confezionarmi i panini per il mio pranzo che avrei mangiato sugli spalti con annessa l'emozione fremente per la partita che stava per iniziare.

Eh già, perché alle 14,30 il fischio d'inizio era per tutti e di per sé era anch'essa un'emozione, perché mentre giocava la mia Fiorentina, ero in ansia costante per i risultati delle altre squadre che erano vicine alla mia....insomma una montagna russa di emozioni, che oggi non esiste quasi più, al massimo infatti potranno essere tre o quattro le partite in contemporanea non di più.

Terminava l'incontro, quindi, e le emozioni dentro di me, dopo la vittoria, erano ancora presenti, sprizzavano esternamente in migliaia, composte dai gol, dai quasi gol, dalla sofferenza per proteggere il risultato, e dai risultati degli altri match, che durante l'incontro, giungevano alle orecchie dalla radiolina a transistor.

Durante il tragitto che mi separava dal rientro a casa, il mio cervello rielaborava tutta la partita giocata dai viola, dalle azioni salienti ai fatti contestati in campo, d'altronde dalla Curva Fiesole non vedevamo proprio benissimo ciò che succedeva sotto l'altra porta, e soltanto Novantesimo Minuto, trasmissione cult, condotta dal mitico Paolo Valenti, avrebbe esaudito la mia fremente curiosità.

Emozioni, Emozioni, Emozioni, dalla mattina alla sera, ma che dico, dal sabato, alla domenica sera, l'essenza stessa del calcio, che vive di questo e che purtroppo, oggigiorno i giovani tifosi non conoscono e probabilmente non conosceremo mai, perché ormai il carrozzone non si ferma, anzi, il business chiede ancora di più, e forse tristemente lo otterrà, ma io, come tanti di voi che mi state leggendo, mi sento fortunato, per aver vissuto quei momenti e quei fremiti, che saranno per sempre parte di me per la vita, e forse anche di più, perché le Emozioni sono come l'anima, Immortali.

Fonte: l'autore Massimiliano Cerbai

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