Bilancio di mercato: top e flop dell’Udinese di Pradè

L’Udinese targata Daniele Pradè ha deluso. Tempo di pausa e riflessioni, tempo di bilanci.

di Gianmarco Puglisi
Gianmarco Puglisi
(24 articoli pubblicati)
Lega Serie A Unveils 201819 Fixture

Dopo l’ennesimo cambio in panchina e la traballante situazione di classifica, la stagione 2018/2019 dell'Udinese si può indiscutibilmente definire fallimentare. L’esperienza del direttore tecnico e gli importanti investimenti portati avanti quest’estate avevano nutrito ottime aspettative in terra bianconera. Ma sono anni che ai tifosi è concesso solamente fantasticare, e anche quest’anno la fiducia è stata tradita con 29 punti in classifica e un preoccupante quintultimo posto. Nonostante il deludente epilogo, è sempre opportuno analizzare a tutto tondo l’operato di un uomo mercato, esaminando accuratamente i pro e i contro delle trattative. Quattro sono i gruppi con cui ho deciso di catalogare gli acquisti, prendendo in considerazione dei parametri tra cui prezzo, rendimento e prospettiva di miglioramento. In una società come quella bianconera, storicamente all’avanguardia nel settore dello scouting, i trasferimenti non vanno pensati e giudicati solo in termini di profitto imminente, ma piuttosto nel lungo termine e con l’augurio di buone plusvalenze.

Acquisti “boom”
La prima categoria mette d’accordo tutti i friulani e li spinge a guardare il bicchiere mezzo pieno: sono i top. Tra questi spicca Nacho Pussetto, pagato 8 milioni. Ci ha messo un po’ a ingranare, è vero, ma pian piano dalla panchina il posto da titolare fisso se l’è guadagnato a pieno. Quattro goal, quattro assist e continue prestazioni da centometrista mozzafiato lo collocano al centro del progetto. Insieme a lui Juan Musso e Troost-Ekong pagati rispettivamente 4 e 3,30 milioni. L’estremo difensore si è distinto per la sicurezza e la costanza acquisita, che l’hanno portato addirittura alla convocazione (con esordio) nella Seleccion argentina. Già faceva parte dell’organico nigeriano invece Troost-Ekong (prendendo parte al mondiale), che a Udine ha mostrato di saper giostrare ottimamente la difesa a 4 come quella a 3.

Buoni acquisti
Se i trasferimenti “boom” hanno già il futuro scritto e il loro valore è aumentato esponenzialmente, si aspettano risposte concrete da parte di questa categoria. Rolando Mandragora calza a pennello con il discorso: buona annata (coronata dalla fascia di capitano in u21), buona presenza in mezzo al campo di quantità e qualità. Ma tutto questo non basta se sulle spalle porti il nome del giocatore più pagato nella storia dell’Udinese. Se sei stato pagato 20 milioni la gente si aspetta tu faccia la differenza e che non commetta sbavature. Sbavature che sono state un po’ troppe, a partire da un’espulsione in mezzo al campo con il Cagliari (ampiamente evitabile). Si accettano risposte precise anche da Opoku e Ter Avest, arrivati quasi a sbafo d’estate ma che nelle loro 12 presenze hanno peccato di discontinuità.

Acquisti Flop
Neanche a dirlo i peggiori arrivi sono stati quelli di Vizeu, spesi 5 milioni per lui, e di Teodorschick, 3,5 milioni. Il primo è sceso in campo in pochissime occasioni ed è tornato in Brasile a gennaio, mentre il polacco a causa di lunghi e rognosi infortuni è riuscito a siglare un solo goal: su rigore, di ribattuta…

Prestiti e azzardi
Buoni i prestiti di Zeegelar e Okaka a 500 mila (potrebbero allungare il contratto anche l’anno prossimo). Azzardi mal riusciti quelli di Wilmot, D’alessandro e Machis. Io non credo, ma chiunque creda faccia una preghiera per questa Udinese, una società che ha ancora molto da mostrare e dimostrare nella serie maggiore. La speranza di una rinascita bianconera è viva, e sarà l’ultima a morire.

Fonte: l'autore Gianmarco Puglisi

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