Ridatemi quelli come Magnocavallo, con i suoi baffoni e il suo sprint!

Altro che storie: quello era il vero  calcio a misura d'uomo , non l'odierno spettacolo fatto di pupazzi da social network che si atteggiano a star del cinema

di Luca Sala
Luca Sala
(280 articoli pubblicati)
Magno

Carissimi lettori, autori o semplicemente sportivi che mi state dedicando la vostra pregiata attenzione, spero comprendiate piuttosto che   condividere  il  personalissimo  richiamo volutamente  nostalgico del calcio quando effettivamente era il gioco piu' bello del mondo.

Ai numerosi millennials che popolano questa rubrica e pure vi scrivono con passione scalando prodigiosamente la classifica senza troppo sforzo ne' la necessaria gavetta che capito' a me, chiarisco volentieri come il sottoscritto non abbia ancora l'eta' di Matusalemme , al massimo quella dei loro genitori, riferendosi semplicemente   ad un altro calcio, inteso come sport che non c'e' piu' ne' mai tutti loro avranno la  fortuna di vedere e  vivere .

Nel  titolo cito non a caso il pugliese di nascita ma bergamasco d'adozione Giorgio Magnocavallo,  UOMO  vero PRIMA CHE discreto  CALCIATORE. Ebbi la fortuna di ammirarne la carriera orobica dalle tribune del vecchio Brumana, lo stadio dell'Atalanta finita in serie C   capace della tripla promozione in 3 anni, altro che  triplete dei giorni nostri!

Nell'anno di grazia 1984 la Dea tornata quindi nella massima categoria era condotta dal mattatore  della panchina Nedo Sonetti , un grande Toscano rivoluzionario tutto cuore e pressing. Ebbene ,tra i suoi valorosi giocatori spiccava certamente un terzino volante come l'inesauribile Magno , antesignano dei moderni fluidificanti, ricordo ancora quando l'allenatore dal profondo della buca a pelo d'erba  che era allora la panchina, batteva come un matto la mano sul prato gridando a squarciagola " sollecita" anzi "sollescita" alla toscana per lanciarlo, roba da autentico avanspettacolo!

Sempre a quelle latitudini impazzo' il calcio << pane e salame  >> di Emiliano Mondonico , indimenticato e rimpianto come pochi altri,  famoso anche  per la sedia alzata e vibrata in aria  contro l'Ajax  a mo' di protesta, roba d'altri tempi purtroppo andati.

Credete a me che li ho visti, amati e goduti quei momenti , quando li definisco una    pura magia che riempiva l'anima di ogni tifoso, pure  acerrimo avversario che fosse , cosi' come fece Carlo Mazzone  da tecnico del Brescia con la sua  corsa a perdifiato divenuta leggenda anche per gli  ultras atalantini cui era indirizzata

Potete capirmi  allora  se difendo a spada tratta quei protagonisti  , o ami ricordare  un presidente come Achille Bortolotti che perso tragicamente l'amatissimo figlio Cesare   pianse come un bimbo quando  il suo capitano Glenn Stromberg  gioco' l'ultima partita . Oggi non e' solo questione di business ,  la societa' tutta e' mutata, quindi e' normale che i giocatori si facciano sfumare  i capelli prima di entrare in campo proprio  perche' la loro immagine  viene prima del saper palleggiare , basta confrontare le figurine Panini per rendersene purtroppo conto.

Se paragono  i riccioli ribelli di gente come Kevin Keegan o Maradona  al pennacchio  di Vidal    ed Ibrahimovic   mi vien voglia di lasciar perdere, cosi' come sentire   le analisi dotte di Gattuso fa rimpiangere Il gatto nel sacco di Trapattoni,  ma poi vado avanti confidando di rivedere  prima o poi  il  calcio social free dei miei sogni.

Fonte: l'autore Luca Sala

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3 COMMENTI

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  1. SportsMan - 6 mesi

    Con il dovuto rispetto per i Gosens o Maele sarebbe ora di rivedere calciatori italiani nella rosa atalantina

  2. SportsMan - 6 mesi

    All’indomani della debacle europea questo pezzo invita a riscoprire il periodo in cui nelle coppe le squadre italiane dicevano la loro

  3. SportsMan - 6 mesi

    Tributo come si deve a calciatori e gioco del calcio che mancano parecchio ai nostri giorni

Gazzetta Fan News

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