Astori: il destino di un giovane calciatore destinato a insegnarci tanto

Davide Astori. Un uomo prima che calciatore. Una morte prematura. Destinata probabilmente a far sì che Davide fosse preso in esempio dalle nuove generazioni

di Gianmarco De giorgi
Gianmarco De giorgi
(15 articoli pubblicati)
Davide Astori e il tricolore in mano

Un capitano nella vita e nello sport. Davide Astori baluardo di difesa della viola si è spento nell'incredulitá di tutta Italia. Morte naturale. Arresto cardiaco il responso. Il suo cuore di atleta fermatosi nella notte del 4 marzo 2018, non perché stanco, non perché malato, ma solo per un gioco del destino. Credo che a volte, esempi di vita come Davide, forse, vengano strappati dal mondo terreno come una sorta di sacrificio umano, per dettare degli esempi, come lo era lui, alle nuove generazioni. Un'atleta dalle grandi doti fisiche e tecniche apprezzato però per lo più per quello che era umanamente. Un sorriso che metteva serenità a tutti coloro che lo incontravano.

Un ragazzo cresciuto nella provincia bergamasca. Preso dal Milan. Poi la sua cavalcata nei professionisti. Cagliari, Roma e Fiorentina. Nazionale in Confederation Cup, era Prandelli. Insomma un ragazzo con tutti i valori e i principi per diventare un'icona pulita del calcio italiano. Dove l'era del tatuaggio che, si insidia in ogni parte del nostro corpo come moda vuole, lui al contrario di essa era pulito dalla testa ai piedi. Era anche un padre. Un compagno adorabile. Un figlio strappato ai propri cari senza spiegazione. Senza avvertimento. Senza un qualcosa che potesse quanto meno dare un piccolo segno di allarme. È la vita! È il destino! È qualcosa che va oltre il nostro sapere terrestre. Molti avranno pensato.

Ma come è possibile che un atleta professionista, controllato in maniera maniacale dalla testa ai piedi, possa morire per un infarto cardiocircolatorio? L'unico fattore di rischio che mi viene in mente è che Davide potesse avere una malformazione congenita. Se fosse così, i controlli in che maniera sono stati eseguiti nei suoi anni di attività agonistica? A quei livelli poi... È solo un mio dubbio senza prove e senza accertamenti. Una cosa è certa. Si è spenta una grande persona come detto dal portierone italiano Gianluigi Buffon.  Tanti gli annunci di cordoglio sui social. Ex compagni a dir poco addolorati. Esemplare quello che è successo a Sanchez soprannominato "la roca" compagno di squadra a Firenze. L'attuale giocatore dell'Espanyol ha avuto un malore durante il match che, vedeva impegnata la sua squadra durante la Liga, alla notizia della morte del suo ex capitano. Ciò dimostra quanto Davide venisse apprezzato. Ciao grande capitano. Riposa in pace.

Fonte: l'autore Gianmarco De giorgi

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