NBA Playoff 2018, i New Orleans Pelicans sognano con “Fear the brow”

I Pelicans sono la vera sorpresa del primo turno dei Playoff ed ora sognano una storica qualificazione alle semifinali di Conference che manca da dieci anni.

di Andrea Petricca
Andrea Petricca
(54 articoli pubblicati)
Anthony Davis Gara-3 vs Portland 2004201

Chi l’avrebbe mai detto che dopo tre partite Anthony Davis e compagni facessero l’en plein contro i Portland Trail Blazers, annullando lo svantaggio del fattore campo e impartendo una dura lezione alla terza squadra della Western Conference. Infatti, dopo il successo di questa notte per 119-102, ai Pelicans per passare il primo turno manca soltanto un’altra vittoria. Vittoria che segnerebbe una vera e propria impresa sportiva, dato che New Orleans non supera il primo turno dei Playoff dal lontano 2008.

Un risultato ancor più incredibile se si considera la pesante assenza di DeMarcus Cousins, perno della squadra il cui infortunio minò le aspirazioni dei Pelicans di raggiungere la post season. A colmare la lacuna ci ha pensato Anthony Davis che, dopo una stagione fantastica, sta dimostrando anche in questi Playoff di essere uno dei migliori giocatori in circolazione: il Monociglio sta viaggiando ad una media di 28.3 punti, 12.3 rimbalzi, 2.7 stoppate, con il 54.2% dal campo

Non solo ad Anthony Davis. Il merito del successo di questa versione di Pelicans senza Cousins va ampiamente dato anche ad altri giocatori, come Rajon Rondo che, dopo aver girovagato all’interno della Lega, ha finalmente trovato l’ambiente giusto per rilanciarsi. L’ex playmaker dei Celtics sta facendo la differenza in questo primo turno, tornando a sfornare assist su assist: 17 in Gara-1, 9 in Gara-2 e 11 in Gara-3, per un totale di 37 assist in tre partite (12.3 di media). Numeri che gli sono valsi il soprannome di “Playoff Rondo”.

Restando sempre in cabina di regia è doveroso omaggiare poi il lavoro su entrambi i lati del campo fatto da Jrue Holiday. Oltre ad essere determinante in attacco (33 punti in Gara-2 sono il suo career high), Holiday sta praticamente annullando Damian Lillard, il giocatore più atteso della serie fin qui non pervenuto. Il nativo di Chatsworth sta dimostrando di essere diventato il numero uno in NBA a difendere sul portatore di palla in situazioni di pick and roll. Le sue prestazioni non sono di certo passate inosservate al coach dei Pelican, Alvin Gentry, che dopo la vittoria di Gara-2 ha espresso parole al miele per il suo giocatore: “Potrei risultare un po’ fazioso, ma se voi sapete dirmi un miglior two-way player che giochi nella lega al momento, sono pronto ad ascoltarvi”.

Infine una menzione a parte la merita anche un sontuoso Nikola Mirotic, arrivato ai Pelicans il primo febbraio dopo la trade imbastita con i Chicago Bulls. In Gara-3, l’ala grande, visto in Europa con la maglia del Real Madrid, ha sfoderato una prestazione mostruosa che ha contribuito al successo dei suoi: 30 punti e 8 rimbalzi in 30’ di gioco, record personale ai Playoff e massimo realizzatore della serata. Prendere Mirotic si è rivelata una scelta vincente, dato che il montenegrino (naturalizzato spagnolo) si è inserito alla perfezione nei meccanismi di gioco di coach Gentry, aprendo il campo, offrendo maggiori soluzioni offensive e difensive, permettendo infine a Davis di trovare maggiori spazi all’interno del pitturato da gioco; cosa che era impossibile con l’ingombrante presenza di Cousins.

Ora i Pelicans si ritrovano a condurre 3-0 la serie con la possibilità di chiudere i giochi davanti ai propri tifosi. A meno di clamorosi colpi di scena quindi andrebbero ad affrontare nelle semifinali di Conference i Golden State Warrios: i campioni in carica sono anch’essi ad un passo dalla qualificazione al prossimo turno a scapito degli Spurs. Gli Warriors avrebbero sicuramente tutti i pronostici a favore, tuttavia gli acciacchi di Kevin Durant e l’assenza di Stephen Curry potrebbe giocare un brutto scherzo: è notizia delle ultime ore infatti la clamorosa indiscrezione che Steph potrebbe rimanere fuori per infortunio anche per alcune partite del secondo turno. Se così fosse, chissà, magari Anthony Davis e compagni potrebbero tirare fuori dal cilindro l’ennesima magia.

Fonte: l'autore Andrea Petricca

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