Un Nuovo Modello di Sviluppo per lo Sport Italiano (Parte I)

Cooperazione tra sistema scolastico e sportivo per la rinascita dell'intero movimento

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)
Parte I

Da diversi anni i risultati delle nostre società e delle nazionali sono sempre più negativi e non possono più essere ignorati. Da Calcio e Basket nemmeno in grado di qualificarsi alle ultime edizioni dei rispettivi mondiali e incapaci di vincere da molti anni dei trofei internazionali per club fino alla quasi scomparsa della nostra atletica leggera che fatica a conquistare persino una medaglia a giochi olimpici la crisi dello sport italiano è sotto gli occhi di tutti.

Il calo è dovuto principalmente a tre fattori, la quasi totale assenza di una cultura sportiva di base, la mancanza di infrastrutture adeguate in linea con gli standard internazionali e la crescita di molte nazioni estere fino a trent’anni fa sottosviluppate. I primi due fattori sono sempre esistiti ma fino a quando le nazioni che si contendevano i trofei e le medaglie erano molto poche (paesi del G8 più pochi altri) si riusciva sempre a portare a casa dei buoni risultati, ma con l’aumentare dei competitor le difficoltà sono sempre maggiori. Mentre la crescita delle nazioni avversarie è un fatto inarrestabile e positivo (maggiore competizione = maggiore interesse), per quanto riguarda la cultura sportiva e le infrastrutture si possono (o meglio si devono) fare molte cose.

Innanzitutto l’iscrizione ad una attività sportiva deve essere obbligatoria per ogni studente fino all’età di 16 anni (età dell’obbligo scolastico). I ragazzi che non volessero praticare nessuno sport devono iscriversi ad altre tipo di attività come musica, recitazione etc.. , comunque per almeno un certo numero di anni, due o tre, tutti devono praticare almeno uno degli sport conosciuti durante educazione fisica al fine di imparare i valori più importanti dello sport stesso.

Dopo bisogna coinvolgere la scuola nella promozione dello sport nel paese. Difatti, anche se l’educazione fisica esiste, è vista come un’ora buca e/o un momento per non fare nulla sia dai ragazzi sia dagli insegnanti. Alle scuole elementari il maestro non è nemmeno laureato in scienze motorie e spesso è il primo a non sapere cosa fare durante l’ora di ginnastica, ed anche i professori delle scuole medie inferiori e superiori spesso non fanno di meglio ed in questo modo è naturale che non ci sia alcun tipo di cultura dello sport.

Cambiare il ruolo del professore di educazione fisica è necessario per ottenere delle prestazioni sportive di alto livello. Sin dalle scuole elementari, l’insegnante deve svolgere il ruolo di “promotore ed organizzatore”, ossia deve rimanere sempre in contatto sia con gli allenatori di tutte le varie discipline del comune o della provincia nel quale si trova l’istituto sia con i genitori dei ragazzi per spiegargli in quale sport siano più portati i figli. Ad esempio, una settimana deve organizzare un incontro con l’allenatore di Basket della squadra locale, la settimana seguente con l’istruttore di nuoto, poi con il maestro di Karate e così via. Anche giochi non prettamente fisici come gli scacchi e la dama possono prendere parte a queste tipologie di eventi. Alcuni di questi incontri possono avvenire all’interno della palestra della scuola mentre altri devono necessariamente essere svolti nelle strutture delle società, come per il nuoto e atletica vista la mancanza di piscine e piste negli istituti.

Ad ogni allievo verrà assegnata una valutazione per ogni disciplina provata, e per gli sport per i quali ha ottenuto i risultati migliori (max. 3) dovrà frequentare un certo numero di allenamenti (min. 5). Alla fine dei 3 cicli di allenamento ogni studente sarà obbligato ad iscriversi ad almeno uno delle discipline provate. Periodicamente, o ogni anno o ogni 2-3 si ripete la serie di incontri per far riprovare agli scolari gli sport e dargli la possibilità di scoprire degli interessi o delle capacità non riscontrate nelle precedenti sessioni.

Parte II nel prossimo articolo

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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