Un nuovo modello di sviluppo per lo sport italiano – Parte III

Cooperazione tra sistema scolastico e sportivo per la rinascita dell'intero movimento (continuazione)

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)
Parte III

Ovviamente nessuna società vorrebbe privarsi volentieri dei suoi migliori ragazzi per il resto della stagione, perciò le squadre minori vanno risarcite per il danno subito ed un sistema adeguato può essere lo scambio di prestiti. Difatti, la squadra del calciatore selezionato avrà in cambio dalla società che l’ha scelto uno dei suoi giocatori momentaneamente sotto utilizzato perché non al livello dei suoi compagni. Non è strettamente necessario che il giocatore da dare in prestito come “pegno” debba essere della sua stessa età, magari può anche essere più grande o più piccolo o possono essere anche più di uno e la scelta va concordata tra le due società, al fine di garantire al calciatore la possibilità di andare a giocare nella squadra che lo ha scelto, e la società per la quale gioca attualmente non potrà negare tale passaggio.

Un altro metodo alternativo è quello di fissare a livello federale un limite massimo e minimo al costo del cartellino per ogni fascia di età, per esempio per un giocatore di 11 anni il minimo sarebbe 200 euro e il massimo 2000 (le cifre sono puramente casuali) ed il prezzo del cartellino può variare anche per la categoria nella quale gioca la prima squadra, con costi inferiori per squadre di 3° categoria rispetto a quelle di Eccellenza. Così se l’acquirente sborsa la cifra massima il trasferimento deve obbligatoriamente avvenire. Il metodo proposto per il calcio è applicabile ad altre varie realtà simili anche se con numeri decisamente inferiori, come il basket, pallavolo, rugby ecc.

Ci sono una piccola serie di investimenti da considerare. Riguardo agli appuntamenti da prendere dal professore di educazione fisica con gli allenatori di diverse discipline, è da considerare come molti di questi abbiano un altro lavoro oltre all’attività sportiva, quindi per potersi presentare agli incontri necessitano di alcune tutele giuridiche. Bisogna stabilire quante ore all’anno ogni allenatore possa trascorrere a scuola (es. 8 o 16 ore) e le ore di lavoro perse vanno rimborsate alle aziende per cui lavorano. Uno dei modi può essere quello di aumentare di pochissimi euro la retta scolastica per ogni studente in modo da rimborsare le aziende private e statali per il “danno” recatogli. Per quanto concerne le “sessioni di supervisione”, le società coinvolte nell’osservazione dei migliori prospetti devono mettere a disposizione le loro strutture e i loro tecnici. Una sessione può svolgersi nei centri sportivi della squadra A, quella successiva dalla squadra B e così via fino a ripartire di nuovo dalla prima. Il costo dei cicli di allenamento verrà poi ammortizzato dai proventi ricavati tramite la futura cessione di uno dei ragazzi ad un ulteriore club.

Il modello proposto ha una serie di vantaggi:
1) Da la possibilità a tutti di conoscere e di praticare moltissime discipline specialmente quelle meno pubblicizzate

2) Incrementa notevolmente il numero di iscritti ad attività sportive, specialmente per quanto riguarda la componente femminile

3) Redistribuisce i praticanti in maniera più omogenea, da sport come il Calcio, Basket e Volley ad altri meno conosciuti senza abbassare significativamente lo standard degli sport maggiormente depauperati. Difatti, avere 500 mila calciatori al posto di 1 milione non è una grave perdita per il movimento, infatti un bacino di 500 mila è comunque uno dei più grandi al mondo e nazioni con un minor numero di iscritti raggiungono lo stesso ottimi risultati (es. Croazia, Uruguay, Belgio etc..)

4) Permette molte più chance alle giovani speranze di potersi mettere in evidenze ed essere scelti dai migliori club e di conseguenza le società hanno migliori giocatori e l’intero movimento sportivo accresce di livello

5) Aumenta l’intero business economico derivante dallo sport per via della crescita di discipline meno praticate

Questo modello può essere un valido punto di partenza da seguire per il futuro del nostro sport.

Cliccando di seguito trovate la Parte I e Parte II.

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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