Un nuovo modello di sviluppo per lo sport Italiano (parte II)

Cooperazione tra sistema scolastico e sportivo per la rinascita dell'intero movimento

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)

Non ci si può aspettare che tutta la crescita sportiva di un’intera Nazione sia sulle spalle del solo sistema scolastico, le società private devono fare la loro parte coordinate dalle federazioni di competenza. Periodicamente vanno organizzati degli eventi sportivi allo scopo di scovare nuovi talenti in piccole realtà dove non hanno la possibilità di crescere. Prendiamo il Calcio, lo sport più praticato dagli italiani. Esistono in Italia più di 10 mila società con circa un milione di iscritti, pertanto la rete di club è fittissima sull’intero territorio nazionale. Ci sono 9 divisioni in cui la maggior parte delle prime squadre milita (togliendo il calcio amatoriale).

Moltissimi ragazzi giocano nei settori giovanili di squadre dilettantistiche ed hanno pochissima visibilità. Oggigiorno ci sono degli osservatori che ogni tanto vanno a visionare alcuni giocatori in determinate partite di campionato e nei tornei. Con questo sistema solo alcuni giovani calciatori hanno la possibilità di emergere perché il numero di partite nella quali sono sotto osservazione è davvero misero. Il modo per massimizzare l’attività di scouting è di organizzare periodicamente (es. 2 volte l’anno) una serie di tornei ad hoc per mettere in risalto i migliori prospetti di ogni compagine. Lo svolgimento di queste sessioni può avvenire in periodi compresi tra ottobre/novembre per la prima e marzo/aprile per la seconda evitando problemi dovuti alla mancanza di alcuni causa vacanze estive/invernali. Ad esempio, tutte le società con i settori giovanili presenti a livello provinciale dovranno scegliere 3 o 4 dei loro migliori giocatori e “spedirli” per un paio di settimane ad allenarsi nei centri sportivi dei club più blasonati.

Quindi, divisi per ogni fascia di età, si ritroverebbero a giocare assieme i migliori giocatori di ogni singola squadra, allenati da uno o più allenatori e costantemente sotto l’occhio di diversi osservatori di team importanti. In questo modo si dà la possibilità a tutti i ragazzi si essere supervisionati attentamente da molto vicino dandogli il tempo necessario per esprimere le loro capacità fino in fondo. In più si possono svolgere una serie di partite “ufficiali” (2 o 3 durante le due settimane di allenamento) tra selezioni della stessa provincia alla quale possono partecipare ulteriori talent scout e tecnici. Avremmo quindi molte formazioni miste di una ventina di giocatori ciascuno che si affronterebbero l’una con l’altra, infatti essendo il numero di giocatori molto elevato in alcune provincie si arriverebbe ad ottenere più di 10/20 selezioni. Per comodità vengono scelte mediamente le province, ma dato i casi di alta densità di alcune zone si rende necessario la suddivisione in quartieri o aree simili. Chiaramente i giocatori da visionare vanno divisi per categoria, se i calciatori delle ultime categorie dilettantistiche vanno tenuti d’occhio dai tecnici di club di Eccellenza e Promozione, i ragazzi militanti nei settori giovanili di queste due ultime categorie vanno visionati da società di Serie D, e le giovani promesse delle squadre di Serie D devono essere messi sotto osservazione dalle società professionistiche, altrimenti il numero di elementi da osservare sarebbe eccessivo. Alla fine delle due settimane i calciatori più validi saranno scelti da club più rilevanti ed avranno la chance di poter giocare con loro il resto della stagione sportiva.

Parte III nel prossimo articolo e la Parte I si trova qui.

Parte II
Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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