Perche Tiger Woods è il più grande

Dopo la vittoria al Tour, il golf e lo sport in generale ritrovano un fuoriclasse unico che vanta 80 successi. Una storia di trionfi che parte nel 1996

di Marco Michelli
Marco Michelli
(51 articoli pubblicati)
tiger wood vince ad atlanta con la folla

Che Tiger Woods fosse un campione come pochi lo si sapeva già. Perché chiunque abbia anche solo una volta nella sua vita visto un green sa di chi stiamo parlando: basta ricordare i 79 titoli inanellati in un decennio in cui è stato, come mai nessun’altro, per quasi 700 settimane il numero uno del mondo in uno sport dove essere il migliore così a lungo è ben più difficile che nel tennis.

La leggenda di TW è stata poi costruita dalla sua personalità (non solo vincente ma anche brillante) e da una campagna creata appositamente per lui dalla Nike: è un’icona, come forse prima di lui solo MJordan, nel basket e Andre Agassi nel tennis e, nel nostro piccolo Tomba nello sci.

Eppure la vittoria di Tour Championship di Atlanta, il torneo di fine stagione del PGA Tour è qualcosa di sensazionale, non solamente perché, come rimarcato più volte dalla CNN nella diretta tv dell’evento, chiude un ciclo di 1876 giorni senza titoli, ma anche perché in questi cinque lunghissimi anni il campione ha subito quattro operazioni alla schiena di cui anche una fusione spinale. E anche solo le cicatrici di questi interventi ne esaltano ulteriormente la grandezza. Forse è per questo che il pubblico sta dalla sua parte, come testimonia l’immagine di migliaia di spettatori assiepati in ogni parte del green che lo accompagnano a percorrere le diciotto buche dell’ultima giornata del percorso. Un bagno di folla mai visto. “Mi seguivano e avrei dovuto correre, ma ormai da tempo non riesco più a farlo”, ha dichiarato scherzosamente alla fine del torneo.

Perché la gente ama i campioni, ma certamente gli esalta ancor di più quando sono capaci di rialzarsi dopo il tracollo. E il nuovo trionfo, dopo un round finale di East Lake che non è stato per nulla facile, ha permesso di ritrovare un campione e di svelarci la sua parte più umana e emozionale, perfino con le lacrime agli occhi: “All’ultima buca ero molto emozionato. Quando prima di me McIlroy stava ultimando il put mi sono guardato intorno e ho capito che il torneo era finito e che ero arrivato a vincere il mio l’ottantesimo titolo. 80 è un grande numero: ero fermo a quota 79 anni ormai da tempo e arrivare a 80 è una gran bella sensazione” ha detto Tiger che, proprio un anno fa di questi tempi dichiarava di non sapere cosa gli riservasse il futuro, visto che non era ancora in grado di realizzare oscillazioni complete con una mazza da golf in mano.

Ma non si è mai arreso. Quando è rientrato al Farmers Insurance Open a gennaio, è stato classificato 656esimo al mondo, non ha guadagnato un singolo punto Ryder Cup e sembrava lontano chilometri dall'essere in grado di competere con il meglio dei giocatori mondiali. Ma Woods è lentamente entrato in condizione, inanellando sei piazzamenti nella top-10 del Tour, tra cui The Open e il PGA Championship. Impressionante.

Woods ha vinto il suo primo titolo PGA Tour nel 1996. Ma questo assume un valore unico: "Lo apprezzo di più perché non dò per scontato che avrò un altro decennio, forse due, per giocare a golf a questo livello”.

Adesso ci si tuffa nella Ryder che, mai come in questa 42esima edizione parigina, si profila combattuta e in bilico tra i due contendenti Europa e Stati Uniti: noi potremo schierare un  Molinari reduce da un anno d’oro, gli americani ritroveranno tra le loro fila un protagonista assoluto come Tiger. In ogni caso sarà una festa. E chissà magari non ritrovarselo tra i protagonisti di quella Ryder Cup 2022, che sarà proprio l’Italia ad ospitare per la prima volta nella storia.

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Fonte: l'autore Marco Michelli

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