Paul Gascoigne, genio e sregolatezza

Un giro nella folle vita di Paul, vissuta sempre a mille, tra alcol e magie

di Ermanno Ceruetto
Ermanno Ceruetto
(23 articoli pubblicati)

Paul nasce a Gateshead da John e Carol due operai della contea di Tyne and Wear. 

Negli anni stringe una forte amicizia con un ragazzino di nome Steven che viene dal suo stesso quartiere, i due passano tra scuola e strada gran parte del loro tempo, soprattutto per giocare insieme a calcio. Fato volle che proprio quando i due erano insieme si consumò una delle più grandi tragedie per la vita del calciatore britannico. Steven attraversò la strada di corsa quando un auto lo prese in pieno, Paul corse verso di lui e cercò di tirarlo su ma purtroppo il dramma si era consumato. Da quel giorno Paul iniziò ad avere vari tic nervosi e problemi psicologici.

Nonostante i suoi problemi però, Paul quando aveva la palla fra i piedi si sentiva libero e proprio per la sua sfrontatezza in campo venne contattato dal Newcastle United.

A soli 15 anni Paul Gascoigne diventa un giocatore del Newcastle e può permettersi di portare a casa uno stipendio adeguato per la sua famiglia. I primi anni al Newcastle li passa sotto la guida del manager Arthur Cox, un allenatore dal carattere rigido. In quei primi anni rimane spesso relegato in panchina ma quando alla guida del Newcastle arrivò Jack Charlton, la situazione per Paul migliorò, non solo perse peso grazie a Jack ma riuscì pure ad esordire nelle giovanili e vincere la Fa Youth Cup. Gli anni seguenti lo videro esordire in prima squadra, con la quale in 92 presenze segnerà 21 gol.

Alla fine della stagione 87-88 Paul inizia ad essere contattato da molte società, tra le più importanti ci sono lo United di Sir Alex Ferguson e il Tottenham. Paul è molto tentato dallo United ma il Tottenham gli promette uno stipendio migliore, una casa di proprietà ai suoi genitori e una macchina. Quindi spinto dall'amore verso la famiglia, non può rinunciare all'offerta del Tottenham. Dopo quel fattaccio Alex Ferguson non gli rivolgerà più la parola per sei lunghi anni.

Al Tottenham fa tutto e il contrario di tutto. Fuori dal campo è il solito "Gazza", una volta ruba uno struzzo dallo zoo per farlo allenare insieme alla squadra, un'altra volta porta a spasso sul furgoncino attaccato ad una scaletta esterna un inserviente. Ma in campo era devastante come sempre al Tottenham in 3 anni realizzò 19 gol e grazie alle sue 6 reti contribuì alla vittoria della FA Cup, alla cui finale non prese parte per un grave infortunio al ginocchio che lo tenne fuori un anno.

Durante la convalescenza tornò preda dell'alcool e degli attacchi di schizofrenia ma la situazione si stabilizzò con il suo passaggio alla Lazio, con la quale totalizzò solo 6 reti. Ma il gol che rimase maggiormente impresso nella mente dei tifosi fu quello segnato nel derby con la Roma, con la sua esultanza sotto la curva. Nonostante le cose stessero iniziando a migliorare, in allenamento Paul per contrastare un giovane Alessandro Nesta si ruppe tibia e perone. Il calvario di infortuni sembrava non finire e Gazza tornò di nuovo a consolarsi grazie all'alcool e agli strizzacervelli. 

Passa ai Rangers nel 95 dove ritrova feeling con il gol e un ambiente familiare, segnerà 30 gol e vincerà una Scottish League Cup, due campionati e una Scottish Cup. Durante quegli anni però venne perseguitato da un membro dell'IRA per aver ingenuamente simulato, durante un esultanza, il gesto di suonare la cornamusa, sotto le note della Sash cantata dai tifosi.

In nazionale dopo i mondiali del 90 partecipa agli Europei del 1996 che lo vedono protagonista prima in negativo poiché viene beccato dai giornali a bere in un locale la sera prima della partita con la Scozia. Nonostante il massacro dei media, Paul si vendica sul campo segnando un gol con sombrero e tiro a volo. Quegli Europei finirono per l'Inghilterra in semifinale, ai rigori contro la Germania, e furono una delle più grandi delusioni per Gazza perché non poté giocare la semifinale di ritorno, per via di un giallo rimediato all'andata che lo fece scoppiare in lacrime sul campo.

Insomma non è un drink è Paul Gascoigne.

Fonte: l'autore Ermanno Ceruetto

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