La crisi finanziaria del calcio tra Superlega e Covid

Dalle stelle alle stalle, sul mercato si punta maggiormente sui parametri zero mentre i

di Ermanno Ceruetto
Ermanno Ceruetto
(27 articoli pubblicati)

Questa sessione di mercato si è aperta all'insegna  del risparmio, le squadre comprano solo a parametro zero e fin ora i grandi colpi di mercato, anche a causa Europeo, si sono concentrati tutti in terra Parigina, dove il solo PSG ha acquistato Ramos, Donnarumma (seppure questi due a parametro zero), Hakimi e  Wijnaldum.

Il calcio sta vivendo, forse, uno dei periodi più brutti della propria storia.

Quando è stato avanzato il progetto Superlega da Florentino Perez e compagni, il 19 Aprile, si era capito chiaramente che il progetto nasceva soprattutto dall'esigenza di reperire nuovi fondi ai grandi club europei per risanare le proprie casse. Allora c'è da chiedersi se realmente non ci sia bisogno di una rivoluzione del calcio moderno, sia a livello nazionale sia a livello europeo, che permetterebbe introiti maggiori senza sfasare le competizioni e senza creare un élite così come, invece, era avvenuto per l'idea della Superlega.

A livello nazionale, del periodo di Covid e della crisi finanziaria, ne hanno risentito in particolare le serie minori che da prima hanno visto interrotto i rispettivi campionati e successivamente alla ripresa non hanno potuto affidarsi agli introiti dello stadio, per loro di vitale importanza dal punto di vista finanziario. Attualmente tra le squadre professionistiche Chievo, in serie b, e Carpi, Casertana, Novara, Paganese, Sambenedettese e Gozzano, in serie C, rischiano il fallimento. 

Situazione dunque che fa capire quanto l'industria del calcio, per continuare a vivere anche in situazioni inaspettate, ha bisogno di una riforma che non riguarda tanto i modelli di competizioni, quanto il trovare nuove soluzioni a livello di regolamento. Questo per avvicinare, soprattutto, le nuove generazioni le quali prediligono, maggiormente, il divertimento alla competizione e basarsi su modelli oltreoceano di sport, come l'NBA, che punta in modo maggiore allo spettacolo.

Una delle soluzioni che sta studiando la lega,  per la serie A, è quella di ridurre il numero delle squadre da 18 a 20. Questo un modello che permetterebbe anche un calendario europeo simile a quello che era stato stilato per la Superlega, con 18 incontri garantiti, al posto dei 6 garantiti della Champions o dell'Europa League. Una riforma per nulla facile, come conferma lo stesso Gravina, e che avverrà nella stagione 2023/24.

Cosa molto discussa dai vari presidenti di calcio e organizzatori dei vari eventi calcistici è proprio quella di introdurre nel calcio, così come avviene in altri sport, il tempo effettivo e ridurre il tempo di gioco.

 La Fifa ha dato inizio ad alcuni test per introdurre nuove regole nel gioco del calcio e testerà 5 modifiche regolamentari nel Future of Football Club a cui parteciperanno le squadre under 23 di Psv, Bruges, Az Alkmaar e Lipsia. Tra le regole spicca il tempo effettivo da 60 minuti in due frazioni, con il blocco del cronometro per ogni interruzione di gioco. Le sostituzioni sarebbero illimitate, i falli laterali si dovrebbero calciare con i piedi, per i calci piazzati vale anche l'autopassaggio con conseguente continuo dell'azione di gioco e per ultimo ogni cartellino giallo corrisponderebbe ad un esclusione dal terreno di gioco per la durata di 5 minuti.

Il cambiamento non sarà facile perché ogni qual volta tocchi un pezzo di un ingranaggio, già ben oliato, o lo fai per migliorare il suo funzionamento o rischi solo di romperlo. Ma il cambiamento è necessario e solo il tempo ci dirà se applicato sarà servito o meno.

Fonte: l'autore Ermanno Ceruetto

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